
La Compagnia della Guardia di Finanza di Menaggio e l’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Como hanno proceduto all'arresto di cinque persone, sospettate di aver emesso fatture inesistenti che avrebbero consentito a una serie di società concessionarie di vendita, che amministravano a vario titolo, l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto per quasi 3 milioni di euro.
I fatti, spiega la Procura di Como in una nota, sarebbero avvenuti tra il giugno del 2015 e il luglio del 2017. Gli indagati avrebbero emesso e rilasciato agli acquirenti finali di autovetture di seconda mano fatture fittiziamente intestate alle società cedenti estere (per lo più tedesche) facendo in tal modo apparire le relative vendite e immatricolazioni di autovetture usate di provenienza comunitaria come direttamente eseguite tra la società venditrice estera e l’acquirente finale privato, senza l’intermediazione delle loro società italiane e sottraendosi dunque al pagamento dell’IVA.
A tre indagati è anche contestato di avere esposto, nella dichiarazione dei redditi presentata il 30.9.2016, elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo nonché l’omessa presentazione della dichiarazione ai fini IVA per l’anno di imposta 2017.
La Guardia di Finanza e l’Ufficio Antifrode stanno inoltre dando esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari sui beni delle società italiane gestite dagli indagati, nonché sui beni riconducibili a questi ultimi, per un totale di 2'993’936,64 euro, corrispondenti al profitto del reato di evasione. Con precedente decreto erano già stati sottoposti a sequestro 182’445 euro.
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