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Ticino
Presunta aggressione a un automobilista, due agenti a processo
Redazione
8 anni fa
I due sono accusati di averlo picchiato fuori dalla Carità. "Era ammanettato, perché gli avete fatto lo sgambetto?"

Per l’accusa sono colpevoli di avere picchiato a Locarno un automobilista ubriaco durante un controverso intervento effettuato cinque anni fa, ma i due agenti della Polizia cantonale di 37 e 28 anni – ieri a processo a Lugano alle Assise correzionali – respingono ogni addebito. Dopo avere sentito la versione dei due imputati, quella dell’accusatore privato, visionato i filmati e rievocato le testimonianze agli atti, la Corte – presieduta dal giudice Mauro Ermani – ha deciso di prendersi del tempo prima di emettere la sentenza.

I fatti risalgono al 15 novembre 2013: quella notte, attorno alle 2, i poliziotti sono intervenuti a Tegna a seguito della segnalazione della presenza di un uomo ubriaco al volante. Il conducente, un 33.enne italiano, è stato raggiunto mentre si trovava fermo con la sua auto a bordo strada in condizione di apparente incoscienza. È stato quindi trasportato, dapprima, all’ospedale La Carità per gli esami del caso (che hanno evidenziato un tasso di alcolemia del 3 per mille), e, poi, in Gendarmeria a Locarno.

L’uomo, a suo dire, sarebbe stato picchiato proprio fuori dal nosocomio, mentre veniva scortato in manette verso l’autovedetta e all’ingresso del Pretorio. «Sono stato fortunato – ha detto in aula il 33.enne –, avrei potuto anche sbattere la testa e morire». «Non è andata così», hanno ribadito in aula i due poliziotti, spiegando che sul posteggio adiacente al Pronto soccorso il 33.enne «non è stato percosso, ma redarguito», mentre all’entrata della Gendarmeria «è inciampato su un gradino, rompendosi il naso». «Era ubriaco e ammanettato - ha chiesto il giudice ai due agenti - perché fuori dall’ospedale gli avete fatto lo sgambetto facendolo cadere e perché lo volevate portare in Gendarmeria?»

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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