
L'idea era già stata lanciata due anni fa, ma ora è tornata nuovamente alla ribalta durante un incontro tra la Camera di Commercio di Como e quella del Canton Ticino. La proposta? Utilizzare l'autosilo Val Mulini di Como come posteggio per i frontalieri, dal quale far partire un servizio di carpooling o delle navette in modo da sgravare il traffico sull'autostrada in direzione del Ticino.
La soluzione è stata proposta ieri dalla delegazione comasca, guidata dal presidente Ambrogio Taborelli, durante l'incontro avvenuto a Lugano. E l'idea ha suscitato un certo interesse da parte ticinese. Il presidente della Camera Glauco Martinetti si è infatti detto disposto ad aiutare ad individuare aziende del Mendrisiotto interessate ad avviare la sperimentazione.
"Siamo disposti a sondare questa possibilità" ci racconta Martinetti. "L'autosilo di Como risulta sottoccupato e un centinaio di posteggi potrebbero essere messi a disposizione dei frontalieri che ogni giorno varcano il confine. Si tratta ora di individuare aziende, che fanno capo a un certo numero di dipendenti proveniente da Como, sulla possibilità di concretizzare una linea di bus privata".
Nelle prossime settimane la Camera di Commercio ticinese provvederà dunque a contattare i propri affiliati. Resta comunque ancora da capire chi finanzierà il progetto. "L'aspetto finanziario non è la spada di Damocle" prosegue Martinetti. Già due anni fa infatti la sperimentazione non è andata in porto. "Sulla carta sembra tutto facile, ma spesso ci si scontra sugli orari, sui turni, e sui giorni festivi. Le dinamiche aziendali pongono diverse problematiche da risolvere. Si tratta quindi di capire se qualche impresa del Mendrisiotto sia interessata a un tale servizio. Si potrebbe comunque ipotizzare che una parte del trasporto privato venga finanziato dal dipendente - che già deve sostenere i costi per il parcheggio (in vista dell'entrata in vigore della tassa di collegamento, ancora pendente al TF) e per il viaggio in Svizzera - dall'altra parte dall'azienda".
Il progetto è comunque ancora nella sua fase embrionale, tiene a sottolineare Martinetti, e la Camera di Commercio ticinese funge solo da piattaforma. "Fa comunque piacere constatare che c'è una accresciuta sensibilità da parte italiana verso il problema della mobilità transfrontaliera".
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