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Presto libero il reclutatore ticinese?
Presto libero il reclutatore ticinese?
Presto libero il reclutatore ticinese?
Redazione
9 anni fa
Il 32enne a processo venerdì a Bellinzona. Proposta una pena di 2 anni e mezzo, potrebbe essere scarcerato a fine mese

Umit Y., il presunto reclutatore dell'ISIS (ed ex agente di sicurezza della Argo1) arrestato lo scorso febbraio nell'ambito dell'inchiesta anti-terrorismo condotta dalla procura federale, comparirà davanti al giudice tra due giorni, a Bellinzona. Il 32enne, ricordiamo, è accusato di aver "organizzato azioni propagandistiche e proselitistiche assumendo il ruolo di indottrinatore e radicalizzatore a sostegno del gruppo 'Jabhat Al-Nusra', gruppo affiliato ad Al-Qaïda”. Avrebbe inoltre facilitato due combattenti "foreign fighters" a raggiungere il territorio di guerra siro-iracheno e il gruppo armato dell'ISIS.

Inizialmente aveva ammesso di aver postato dei video legati alla guerra in Siria, negando però di aver agito a scopo propagandistico e di aver avuto legami con il sedicente Stato Islamico. Stando a quanto riferisce la Aargauer Zeitung, il 32enne ha infine accettato il decreto d’accusa emesso dal Ministero pubblico della Confederazione, prova ne è il processo con procedura abbreviata che si terrà, appunto, venerdì.

Nei suoi confronti è stata proposta una pena di 2 anni e mezzo di carcere (sei mesi da scontare, il resto sospeso con la condizionale). Il quotidiano argoviese evidenza come l’uomo, in carcere dal 22 febbraio (ovvero quasi sei mesi), potrebbe quindi essere rimesso in libertà già a fine agosto. L'ultima parola spetta però al Tribunale penale federale, che venerdì deciderà se accettare l'accordo tra il 32enne e il Ministero pubblico della Confederazione oppure se aumentarne la pena. E non si tratterebbe di una semplice formalità.

Secondo il Ministero pubblico della Confederazione il 32enne svizzero-turco avrebbe condotto azioni di propaganda in favore del fronte 'Jabhat Al-Nusra’ a Lugano, Como e Reggio Emilia. Tra il gennaio e il giugno del 2015 avrebbe reclutato a Lugano due foreign fighters poi partiti per la Siria. Uno di loro sarebbe Oussama Khachia - il ‘jihadista di Viganello’ il cui nome era emerso in realzione al caso del pugile Abderrahim Moutaharrik - l’altro Y., un 24enne di origine tunisina ma nato e cresciuto a Lugano.

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