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Prestito da Bomio: sospesa la funzionaria indagata
Prestito da Bomio: sospesa la funzionaria indagata
Prestito da Bomio: sospesa la funzionaria indagata
Redazione
8 anni fa
Lo ha deciso il Governo a seguito dell'apertura dell'inchiesta. Continuerà a percepire lo stipendio

Una decisione era attesa al più tardi entro il prossimo lunedì. Ma, come riferisce TeleTicino, il Consiglio di Stato ha deciso già questo pomeriggio di sospendere con effetto immediato la funzionaria indagata in relazione al prestito di 50mila franchi destinato al marito e concesso due anni fa dal detenuto Flavio Bomio (in carcere per abusi sessuali).

Il Governo ha anche formalizzato l’apertura di un’inchiesta disciplinare. L’incarto è stato aperto, ma le indagini cominceranno solo dopo le prime risultanze fornite dall’inchiesta penale.

La donna, indagata per presunta corruzione passiva, subordinatamente per accettazione di vantaggi, continuerà comunque a percepire lo stipendio e ha tempo 30 giorni per inoltrare un eventuale ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione della sospensione.

Nel frattempo sono emerse nuovi dettagli sulla vicenda. Secondo quanto anticipato da La Regione i 50mila franchi versati in forma di prestito da Bomio al marito della funzionaria, sarebbero serviti per far fronte alle spese legate ad un grave incidente della circolazione in cui l’uomo era rimasto coinvolto. La richiesta di denaro non sarebbe partita dalla coppia, ma dopo la reiterata offerta d’aiuto, la donna avrebbe accettato dal detenuto il prestito. La transazione sarebbe emersa durante la dichiarazione d’imposte dell’ex presidente della Società nuoto di Bellinzona. Da qui le indagini.Ora l’inchiesta, coordinata dal futuro procuratore generale Andrea Pagani, dovrà stabilire se il prestito sia servito a Bomio per ottenere dei vantaggi, vista la relazione professionale che lo lega alla dipendente statale.

Seconda la RSI, però, l’uomo non avrebbe avuto benefici dal prestito. Più complicata la posizione della donna, assistente di riferimento del 76enne. Fra i suoi compiti, c’era anche la redazione di rapporti circa le richieste di congedi e preavvisi sulle capacità di reinserimento dei detenuti. Non un ruolo decisionale ma comunque un parere tecnico considerato dai giudici al momento di valutare cambiamenti sullo stato di detenzione.

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