
Una cinquantina di persone si è presentata oggi attorno alle 16, come preannunciato, in via Bossi 3 davanti al Palazzo di giustizia, brandendo pentole, sirene e megafoni per fare rumore e cantando cori a sostegno alle persone convocate dalla polizia. In un comunicato pubblicato ieri il centro sociale infatti attaccava la “schedatura sistematica” operata dalla “polizia di Gobbi” con la convocazione, “in qualità di imputate, di numerose persone (più di una trentina, tra le quali anche alcune minorenni)” ritenute vicine all’autogestione. “Contro, stato, sbirri e ispettori, noi non parleremo agli interrogatori”, è uno degli slogan lanciati dai manfiestanti all’indirizzo delle autorità, che rivendicano tra l’altro la continuazione delle indagini riguardo la demolizione dell’ex Macello avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 maggio.
Attorno alle 18.00 gli autogestiti si sono spostati verso il centro città. Presso piazza Manzoni ad attenderli c’era la polizia, ma il corteo, costituito da una sessantina di persone, ha proseguito il viaggio. Destinazione finale l’ex casa dell’autogestione, dove ci sono le macerie dell’ex macello. Non sono stati segnalati problemi di ordine pubblico, se non qualche disagio al traffico.
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