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Ticino
Presidio antifascista a Lugano, «quale ruolo del Municipio e della Polizia cantonale?»
Red. Online
2 giorni fa
L'Mps interpella il Governo cantonale per sapere chi ha chiesto la presenza e l’intervento della polizia cantonale e delle squadre antisommossa, e con quale obiettivo.

Continuano a fioccare gli atti parlamentari sul presidio antifascista svoltosi sabato a Lugano. Ultimo in ordine di tempo a muoversi in tal senso l’Mps, che ha presentato un’interpellanza al Consiglio di Stato. «La manifestazione si è svolta in un clima determinato ma pacifico, tra striscioni, slogan e interventi», si legge nell’atto parlamentare. E questo «malgrado il tentativo evidente di far pressione e cercare lo scontro a tutti i costi». In questa prospettiva «si è distinto il Municipio di Lugano (e in particolare la sua maggioranza), dichiarando che la dimostrazione non sarebbe stata tollerata e facendo capo a un ingente schieramento di forze di polizia comunali e cantonali». Lo sviluppo del presidio «ha confermato questa logica provocatoria dell’Esecutivo cittadino. In particolare poiché le motivazioni evocate dal Municipio si sono rivelate inesistenti: non vi sono state minacce o indizi di possibili scontri, non vi sono stati turbamenti del traffico, non vi era pericolo per le strutture cittadine, né tantomeno per i cittadini di Lugano».

«Tentativi di fomentare lo scontro»

Da questo punto visto - scrivono ancora gli interpellanti - «diventa incomprensibile l’atteggiamento della polizia presente sul posto che, dopo oltre un'ora dall'inizio della manifestazione, intimava ai presenti di disperdersi entro 10 minuti, pena l'intervento per disperdere il presidio, ricorrendo anche a gas lacrimogeni e a pallottole di gomma». Tale annuncio «ha avuto diritto solo a una disapprovazione verbale da parte dei presenti e ha mostrato quanto fosse solo un tentativo di provocare e suscitare reazioni per fomentare lo scontro. Un tentativo che deve essere apparso ridicolo persino al comando della polizia, il quale, dopo 10 minuti, ha dimenticato l’ultimatum». 

Le domande

Si chiede dunque al Municipio chi (e con quale obiettivo) ha chiesto la presenza e l’intervento della polizia cantonale e delle squadre antisommossa, e chi ha deciso di chiamare gli agenti romandi, in base a quali valutazioni e a quale accordo. Gli interpellanti vogliono anche sapere chi ha deciso di comunicare ai partecipanti che, se non si fossero immediatamente dispersi, avrebbero subìto un intervento massiccio e violento e quali sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione. Si domanda infine chi ha preso la decisione, trascorso il termine ultimatum di 10 minuti, di rinunciare all’intervento prospettato e quali sono stati i criteri che hanno portato a questa decisione.

 

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