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Ticino
Presidio a Lugano contro i tagli della Posta
Presidio a Lugano contro i tagli della Posta
Presidio a Lugano contro i tagli della Posta
Redazione
10 anni fa
I sindacati Syndicom e USS invitano alla protesta giovedì 24 novembre, mentre i politici scrivono a Berna

Il sindacato syndicom e l’Unione Sindacale Svizzera (USS) Sezione Ticino e Moesa, comunicano che giovedì 24 novembre (dalle 18.30 alle 19.30) organizzeranno un presidio in via della Posta a Lugano per protestare contro gli annunciati tagli del personale e la chiusura degli uffici postali. Misure che colpiranno circa 1200 dipendenti in tutta la Svizzera e circa 500/600 uffici postali.

L'accusa lanciata dai sindacati è che la Posta opera al contrario: prima decide e poi propone un dialogo.

"La Posta" scrivono Syndicom e USS in una nota, "dopo aver annunciato misure di riorganizzazione degli uffici postali che colpiranno 1200 dipendenti in tutta la Svizzera, continua con questa politica antisociale annunciando altri tagli del personale di PostFinance e dell’Amministrazione. Prima decide di sopprimere posti di lavoro, poi cerca di coinvolgere i sindacati e parla di partenariato sociale. Con questo modo di agire la Posta elude il CCL e mette in discussione la pace sociale".

"Con l’annuncio della chiusura di 500 / 600 uffici postali" proseguono i sindacati, "la Posta ha messo davanti al fatto compiuto la popolazione, i cantoni e i comuni nonché il proprio personale. A decisione presa organizza “sedute di dialogo” con il personale degli uffici postali".

Per difendere il servizio pubblico, syndicom e USS chiedono dunque una moratoria generale e invitano la popolazione a partecipare al presidio per manifestare il proprio dissenso. 

L'appello è diretto anche alla politica, chiamata a dibattere sul futuro del servizio pubblico ed intervenire prima che sia troppo tardi: "Non è infatti la Posta che deve decidere sull’impostazione del servizio pubblico, bensì la politica e dunque la popolazione".

La politica risponde

E proprio oggi la politica ha risposto presente. La Commissione della Gestione ha infatti deciso, all'unanimità, di scrivere al Consiglio federale chiedendo l'implementazione urgente di due proposte ticinesi atte a salvare gli uffici postali da una strategia ritenuta ingiusta e dedita solo al profitto. La prima è l'iniziativa del deputato socialista Ivo Durisch che chiede di migliorare la qualità dei servizi degli uffici postali già trasformati in agenzie. La seconda è invece la moratoria sostenuta dal PPD per dire momentaneamente stop a ulteriori chiusure in caso di opposizione da parte dei comuni.

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