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Interpellanza
“Presenza del lupo nei villaggi: quali rischi?”
© Shutterstock
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Ginevra Benzi
4 anni fa
I firmatari dell’interpellanza chiedono al Consiglio di Stato di quali pericoli bisogna tener conto quando si parla di lupi, come ad esempio attacchi a uomini o animali domestici, ma anche chi risponderebbe in caso di eventuali danni a persone o altri animali.

Il tema della presenza del lupo nei villaggi ticinesi è ormai di stretta attualità, sia a livello politico che cittadino. Un tema che ha portato la deputata UDC in Gran Consiglio Roberta Soldati, unitamente ad altri quattro cofirmatari, a presentare un’interpellanza al Consiglio di Stato. Nel testo viene fatto presente come durante l’inverno la selvaggina scenda a valle, portando così ad ipotizzare che la presenza dei lupi nei villaggi “sarà sempre più diffusa, facendo serpeggiare preoccupazioni fra la popolazione”. Conseguentemente "appare urgente ed opportuno che essa venga adeguatamente informata sulle problematiche e sui potenziali rischi inerenti l’incontro ravvicinato con il lupo”.

Il caso della Valle Rovana

Negli ultimi giorni sarebbe circolata notizia della presenza di lupi della Valle Rovana “che si aggirano indisturbati nei luoghi abitati in pieno giorno”. Questa presenza desta maggiori preoccupazioni per il fatto che la stagione fredda non è ancora iniziata realmente, “e la selvaggina non è ancora scesa a valle. Vi è da aspettarsi che a quel momento, diversi villaggi saranno invasi dai lupi”. Nel testo dell’interpellanza viene sottolineato come “gli abitanti del posto cominciano ad aver paura di uscire di casa o di andare a passeggiare in montagna, soprattutto col cane”. Lo scorso inverno a Olivone e Aquila si erano verificate predazioni di animali selvatici da parte di uno o più lupi “vicino all’interno degli abitati”, preoccupando parecchio le autorità locali.

Bassa Vallemaggia

Presso un’azienda agricola nella bassa Vallemaggia, precisamente nella zona Ronchini di Aurigeno, nelle scorse settimane “è avvenuta la predazione di una pecora, verosimilmente ad opera di un lupo”. I firmatari ritengono “incomprensibile e ingiustificato che il lungo iter delle analisi del DNA sia ancora in corso, ma c’è da aspettarsi che la predazione sia stata opera di un lupo”. Vicino all’azienda agricola in questione è situato l’istituto scolastico della bassa Vallemaggia, che ospita sia la scuola dell’infanzia che elementare. “Si può immaginare che se i lupi cominceranno a gironzolare anche al piano, numerose famiglie possano porsi una qualche domanda e a preoccuparsi per l’incolumità dei loro figli”.

Turismo

Per quanto riguarda il turismo, “anche questo settore non è immune alla presenza del predatore. Una delle attrazioni del nostro Cantone è la rete diffusa di sentieri escursionistici che ogni anno vengono percorsi da numerosi turisti e gente locale”. Per questo motivo, “la reale e accertata presenza del lupo potrebbe creare delle paure e fare desistere i turisti dal recarsi in montagna”. Nella Strategia sulla gestione del lupo in Svizzera, elaborata dall'UFAM, si legge che i “Cantoni provvedono affinché la popolazione sia sufficientemente informata sul modo di vita del lupo, sui suoi bisogni e sulla sua protezione (art. 14 cpv. 1 LCP). Nelle regioni in cui sono stati avvistati lupi, i Cantoni e l’UFAM informano il pubblico, attraverso tutti i canali d’informazione adeguati, sulla presenza del lupo e sul comportamento corretto da tenere in caso di incontri con questi animali. I Cantoni e l’UFAM coordinano la loro politica d’informazione e forniscono informazioni obiettive sul lupo nonché sui problemi riscontrati e sulle possibili soluzioni”.

Una minaccia per l’uomo?

Sul Foglio informativo sul lupo e sul comportamento da mantenere in caso di avvistamento e incontro ravvicinato, edito dall’Ufficio caccia e pesca, si legge che “il lupo non rappresenta una minaccia per le persone”. Secondo i firmatari ci sono però esperti che “sostengono che i lupi possono attaccare le persone, seppur in modo maldestro, anche solo strappando loro gli indumenti oppure mordendoli”. In aggiunta a queste considerazioni, i firmatari sottolineano la gravità nel caso l’animale fosse malato, fattore che potrebbe avere “pesanti conseguenze per l’uomo”. Stesso discorso per cani e gatti domestici.

L’interpellanza

“In tutti i settori si parla di prevenzione, ma in quello specifico della presenza del lupo fra le persone, nessuno ci ha pensato. Le preoccupazioni serpeggiano fra la gente e bisogna evitare che prima che le autorità si attivino, ci debba scappare un ferito”. 
Per queste ragioni, i firmatari chiedono al Consiglio di Stato:

1. È confermato in modo certo che il lupo non attacca i bambini e l’uomo in genere (se non per ucciderlo, nemmeno mediante morsi)?
2. È confermato in modo certo che il lupo non attacca gli animali domestici?
3. È confermato in modo certo che in caso di incontro ravvicinato nei villaggi e sui sentieri di montagna, il lupo non rappresenta un pericolo per l’uomo e per i suoi animali domestici (es. cane)?
4. Chi risponde di eventuali danni causati alla salute delle persone e degli animali domestici dell’uomo in caso di attacco del lupo?
5. In che modo vengono monitorati i lupi nei pressi delle zone abitate, in particolare la presenza di eventuali esemplari malati?
6. Quali sono le modalità di informazione alla popolazione e quali interventi sono previsti nel caso in cui il lupo si aggira nei villaggi?
7. Quanti lupi sono stati avvistati nei villaggi o nel perimetro adiacente agli stessi dal 1 gennaio 2021 sino ad oggi? In quali villaggi sono stati avvistati?

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