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Ticino
Presbitero sotto accusa, la Curia fa chiarezza
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
In una nota odierna vengono precisati i fatti antecedenti il fermo del cappellano accusato di atti sessuali con fanciulli. La prima segnalazione a febbraio ma nessun provvedimento fino all'arresto "per non interferire nelle indagini". La notizia consisteva “nel disagio di una persona adulta per alcuni approcci inadeguati nei suoi confronti e forse nei confronti di un minorenne”.

La Curia vescovile, attraverso una nota appena giunta in redazione, fornisce "alcuni elementi utili a far chiarezza" sui fatti antecedenti il fermo del cappellano del Collegio Papio di Ascona attualmente sotto indagine. Per il cappellano del collegio di Ascona, ricordiamo, sono stati ipotizzati i reati di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e pornografia. L'uomo è stato prelevato dalla polizia direttamente in collegio mercoledì mattina all’alba.

La prima segnalazione a febbraio

"La notizia - si legge nel testo - giunta nel mese di febbraio all’Amministratore apostolico, consisteva nel disagio di una persona, adulta al momento dei fatti, in particolare per alcuni approcci inadeguati da parte del presbitero nei suoi confronti e forse nei confronti anche di un minorenne. È quindi stata interpellata una delle due persone di contato attive nella Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale, con lo scopo di accompagnare il segnalante a condividere i fatti da lui vissuti e aiutarlo a decidere se deporre denuncia".

"Nessuna misura contro il Presbitero per non interferire nelle indagini"

La Curia vescovile precisa inoltre che "dopo un periodo di riflessione la persona ha deciso di denunciare, con pieno consenso e fattiva collaborazione, e immediatamente a inizio aprile il caso è stato portato all’attenzione del Ministero pubblico. È quindi iniziato il lavoro di competenza delle autorità giudiziarie, che ha portato nel mese di agosto al fermo del Presbitero coinvolto. Per non interferire nell’accertamento della verità e rischiare l’inquinamento delle prove, nel periodo intercorso tra la segnalazione e il fermo, non è stata attuata alcun tipo di misura nei confronti del Presbitero".