
"Situazione nel settore dell'asilo e pianificazione di contingenza". Non lascia spazio a dubbi l'intestazione della lettera che il direttore della Segreteria di Stato per la migrazione, Mario Gattiker, ha inviato ieri ai Cantoni, e più precisamente ai Consiglieri di Stato coinvolti (di giustizia e polizia, rispettivamente delle opere sociali).
Nella lettera (di cui la redazione ha ottenuto una copia), la premessa traccia un quadro della situazione europea, peraltro sotto gli occhi di tutti, con cifre che non possono lasciare indifferenti riguardo agli arrivi delle ultime settimane. "In Svizzera la situazione è diversa", tranquillizza Gattiker: per ora il piano di emergenza ha retto. E le cifre sulle richieste di asilo non superano le previsioni. "Tuttavia - puntualizza il segretario di stato della migrazione - anche il nostro paese deve prepararsi per fronteggiare un eventuale aumento repentino e massiccio delle domande di asilo". Con il coinvolgimento diretto dei cantoni, chiamati nella lettera a tenersi pronti: l'attuazione di misure urgenti (con alloggi supplementari) è tutt'altro che improbabile.
Poco fa Radio 3i ha raggiunto telefonicamente il ministro Norman Gobbi per chiedergli una reazione.
Con l’arrivo di questa missiva da parte di Berna, cosa cambia ora nella gestione della situazione?
"Il Canton Ticino è attivo con il suo nucleo operativo in caso di crisi già da questo giugno, quando c'è stato il forte e repentino aumento degli arrivi a Chiasso. Questo stato maggiore è rimasto attivo, perché la situazione non si è affievolita. Gli arrivi sono diminuiti un po', ma l'afflusso è ben superiore a quello conosciuto lo scorso anno."
Cosa c'è dietro a questa lettera, allarmismo o precauzione?
"Gattiker mi ha chiamato lunedì mattina, prima di inviare la lettera, informandomi della situazione, delle misure che stanno predispondendo a livello federale, in particolar modo per gestire l'accoglienza. Perché se dovessero arrivare per esempio mille persone in una sola giornata, in Ticino o anche a San Gallo, questo creerebbe forti problemi di gestione. In questo senso il Cantone si è attivato e in caso di bisogno siamo già predisposti a gestire un forte afflusso, cosa che evidentemente non auspichiamo."
Sono già stati predisposti alloggi supplementari?
"No, gli alloggi erano già stati identificati, grazie anche alla collaborazione dei Comuni e delle regioni di Protezione civile. Chiaramente c'è un problema di fondo: la Confederazione non sta ancora ritenendo l'opzione che aveva già paventato a inizio giugno, cioè quella di chiudere le frontiere e quindi di sollevare parzialmente l'accordo di Schengen sui flussi migratori di questo tipo, proprio perché non sono controllati e tra queste persone potrebbero inserirsi individui con intenzioni non propriamente pacifiche."
Ascolta l'intervista rilasciata da Norman Gobbi a Radio 3i nell'audio allegato.
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