
Sono sette le aziende che si trovano nella zona industriale di Preonzo, dove i movimenti della parete rocciosa e i detriti che scendono a valle lungo il pendio della frana, rendono complicato il lavoro. Cinque di queste avevano già deciso di spostarsi: a cambiare indirizzo saranno la Artisa Group Holding SA, la Premel SA, la Carrozzeria Della Cassina SA, la Gerre SA, SA e il Capannone del Comune. Ora ha deciso di farlo anche la Betra Sa, che andrà ad Arbedo Castione, per questo il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio per lo stanziamento di un credito complessivo di oltre tre milioni di franchi, di cui 1'091’444 quale sussidio cantonale e 1'964’600 quale sussidio federale, per il finanziamento del progetto complementare di delocalizzazione di parte delle aziende. “Come per la prima delocalizzazione, la tipologia d’aiuto è stata stabilita di comune accordo con la Confederazione (maggiore finanziatore). Per quest’operazione si prevede un indennizzo nella misura del 70% dei costi riconosciuti”, spiega il Consiglio di Stato in un comunicato stampa.
“Dopo il crollo del maggio 2012, con una volumetria di circa 300 mila metri cubi gli spostamenti registrati sia dagli estensimetri che dalle mire geodetiche risultano in generale inferiori a 10 millimetri all’anno”, si legge, “confermando che il crollo della porzione frontale ha alleggerito il versante instabile”. A preoccupare ancora sono “i lembi dell’ammasso roccioso più prospiciente che ha subito il distacco del 2012 indicano movimenti cumulati di alcuni decimetri e in un punto specifico di oltre 1 metro, facendo presagire un prossimo nuovo crollo frontale, pari a circa 30-50'000 mc”. Il sistema di monitoraggio, comunque, permette di gestire l’eventuale situazione di emergenza.
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