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Preoccupazione a Pregassona: "Quel cantiere mette in pericolo la chiesetta di Orlino"
Immagine Ticinonews
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Daniele Coroneo
3 anni fa
Alcuni abitanti del quartiere della Città di Lugano hanno ricorso contro il via libera del Consiglio comunale all'allargamento della via Selvapiana, antistante all'oratorio medievale di Orlino. "Le vibrazioni dei futuri lavori sono un fattore di rischio".

"La comunità si è sempre stretta attorno a questa chiesa. Dalle nove frazioni di Pregassona, la gente viene ancora qui e in questo luogo si celebra la Messa, il Rosario e la festa di San Pietro". Fiorella Sequeri, segretaria dell'Associazione Amici della chiesa di Orlino, ci fa capire quanto i pregassonesi tengano all'oratorio di San Pietro nella località di Orlino. Il luogo di culto è pure una preziosa testimonianza del romanico in Ticino e presenta degli affreschi quattrocenteschi. Il valore storico e artistico della chiesetta è pure riconosciuto dal Cantone, che la fa figurare nell'elenco dei beni culturali protetti. La chiesetta viene aperta su richiesta per i visitatori.

Il cantiere della discordia

Si capisce bene, dunque, la preoccupazione degli abitanti della zona attorno alle sorti della chiesa. Nelle scorse settimane, alcuni cittadini di Pregassona hanno ricorso contro il progetto votato lo scorso 28 novembre dal Consiglio comunale di Lugano che vuole rendere carrozzabile la via Selvapiana, un viottolo acciottolato antistante all'oratorio di Orlino. L’allargamento della strada dovrebbe garantire un accesso auto a un terreno edificabile situato a monte della chiesa. Secondo l’Associazione amici della chiesa di Orlino, i lavori rischiano però di compromettere la stabilità dell’edificio. Gli abitanti della zona hanno commissionato due perizie sulla capacità dell’edificio di resistere agli urti del futuro cantiere. Di queste una è già disponibile. "La perizia ci dice che le vibrazioni legate al passaggio degli autocarri per il cantiere della strada e per la possibile futura edificazione sul terreno a monte rappresentano un fattore di rischio per la chiesa, che non ha fondamenta solide", ci spiega Alessandra Gilardi, promotrice di una petizione contro i lavori.

"La formazione di fessure è quasi certa"

Preoccupazioni legate alla stabilità dell'edificio erano state espresse anche durante la seduta di Consiglio comunale nella quale si è votato per l'allargamento del viottolo. "Essendo una chiesetta vecchia, il manufatto non ha fondazioni particolari e quello di formazione di fessure non è solo un rischio, ma cosa quasi certa", aveva osservato Paolo Beltraminelli (Centro), ingegnere e già municipale di Pregassona.

590 firme in due giorni

Quella della chiesa di Orlino non è una vicenda nuova. Durante la sessione del 28 novembre, il Legislativo cittadino era infatti chiamato a esprimersi su un messaggio suppletivo. Nel 2019 il Consiglio comunale di Lugano aveva già dato il suo via libera all’allargamento del viottolo. La procedura era stata sospesa nell'ottobre 2021 a seguito di due interrogazioni di Plr e Verdi che esprimevano timori per la sicurezza della chiesa e dopo la consegna della petizione promossa da Alessandra Gilardi. "In un paio di giorni eravamo riusciti a raccogliere 590 firme, limitandoci unicamente ai residenti della zona e a chi con questo luogo ha un legame affettivo. Eravamo preoccupati per un bene tutelato che non veniva preso in considerazione seriamente".

Scetticismo

Il credito più recente prevede, a differenza di quello votato nel 2019, la messa a disposizione di 17'000 franchi di misure a protezione dell’oratorio di Orlino. Si parla dello spostamento dell'area di cantiere in posizione più discosta dalla chiesa e l'utilizzo nel cantiere solo di piccoli mezzi, prove a futura memoria in collaborazione con specialisti nel campo dei beni culturali e l'utilizzo di sistemi di monitoraggio delle vibrazioni causate dai lavori. "È un segnale positivo", commenta Alessandra Gilardi. "Significa che il Consiglio comunale si sta interessando alla chiesetta di Orlino. Tuttavia, questi 17'000 franchi non risolvono sicuramente il problema".

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