Cerca e trova immobili
Ticino
Preoccupato dal Consiglio federale
Redazione
12 anni fa
Le trattative fiscali con l'Italia si sono arenate. Lo conferma il Governo a Giovanni Merlini. "Questa risposta mi inquieta"

"La Svizzera ancora discriminata nel disegno italiano sulla Voluntary Disclosure?" È quanto ha chiesto il consigliere nazionale Giovanni Merlini (PLR) al Consiglio federale, esprimendo preoccupazione per il nuovo stallo delle trattative fiscali con l'Italia, a causa dell'attesa dell'approvazione da parte della Camera dei deputati del disegno di legge sul rientro dei capitali (voluntary disclosure). "Un atto unilaterale dell'Italia" sottolineava Merlini.

Lunedì il Consiglio federale gli ha risposto, confermando che effettivamente i negoziati fiscali si sono bloccati, ma esprimendo tuttavia fiducia per il prosieguo degli stessi.

Una risposta che Merlini considera "quantomeno sibillina".

"Il Consiglio federale non nega che i negoziati fiscali si siano nuovamente arenati in attesa dell'approvazione del voluntary disclosure da parte della Camera dei deputati a Roma" commenta Merlini. "Non contesta neppure che il disegno di legge italiano (DL) contempli sanzioni discriminatorie nei confronti dei contribuenti che detengono capitali negli Stati attualmente iscritti nelle liste nere del diritto interno italiano, tra i quali figura la Svizzera."

"Cionondimeno il Consiglio federale tenta di tranquillizzarmi, ricordandomi che se la Svizzera riuscirà a concludere con l’Italia una nuova Convenzione contro la doppia imposizione (CDI) entro 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova legge sulla denuncia spontanea, impegnandosi ad applicare lo standard OCSE sullo scambio di informazioni su richiesta già a partire dalla parafatura dell’accordo (e quindi – nota bene- senza neppure attendere la ratifica da parte delle Camere federali), allora la Svizzera non avrà nulla da temere in relazione alle misure discriminatorie perché verrà tolta dalle black list" aggiunge il consigliere nazionale liberale-radicale.

"Pertanto questa risposta, invece di rassicurarmi, mi inquieta" conclude Merlini. "E’ un po’ come se la controparte italiana ci puntasse un coltello alla gola, dicendoci: o firmate la CDI entro questo termine (e alle nostre condizioni) oppure restate sulle black list e verrete discriminati a livello di sanzioni previste nel DL."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata