
L’associazione Ticino&Lavoro, tramite una nota del suo presidente Giovanni Albertini, comunica di essere favorevole all'emendamento, proposto da Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, che chiede di obbligare chi ottiene una comessa pubblica a rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento in caso di bisogno di manodopera, prima di ricorrere eventualmente a lavoratori interinali.
"Oggi il Ticino è colpito da una preoccupante esplosione del lavoro a prestito con una predilezione dei lavoratori stranieri: 10'062 a scapito dei 1'495 Svizzeri" scrive l'associazione. "Per evitare abusi, prima di far capo a manodopera a prestito, bisognerebbe rivolgersi agli Uffici regionali di collocamento verificando che non vi siano disoccupati in grado di svolgere il lavoro oggetto della commessa pubblica".
Per queste ragioni, l’associazione Ticino&Lavoro invita il Gran Consiglio a sostenere l’emendamento proposto da Jelmini e Fonio.
L'associazione crede inoltre che sia importante premiare i datori di lavoro e le ditte che assumono personale indigeno introducendo sgravi fiscali adeguati, con una percentuale diversificata a seconda della categoria di assunzione (apprendisti, giovani, over 50, donne, giovani genitori, disabili).
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