
Diatriba tra Tiziano Galeazzi e Igor Righini questa sera a Piazza del Corriere mentre si dibatteva sull’iniziativa UDC “Prima i nostri”.
Galeazzi ha decantato i pregi dell’iniziativa, ossia dare la precedenza ai lavoratori indigeni nell’assegnazione dei posti di lavoro (a pari opportunità di lavoro e qualifiche) e che venga rispettato il principio di reciprocità tra i paesi. Ma per il presidente del PS l’iniziativa non propone nessun tipo di soluzione ed è inattuabile dal punto di vista giuridico: “Chiedete di salire su un treno declamatorio su un binario morto. Pretendete di correggere il dumping salariale respingendo i frontalieri, ma vi dimenticate che i problemi sul mercato del lavoro non sono causati solo dai frontalieri, ma anche da quelle aziende che vogliono fare cassetta, speculando sui salari. E queste persone le rappresenta lei!"
“Almeno l’UDC ha proposto un testo sul quale i ticinesi potranno votare. Voi cosa avete proposto?” ha risposto stizzito Galeazzi, che ha accusato il PS di non difendere i lavoratori. “Avete preso solo trombate sul salario minimo”.
Omar Balli (Lega) ha invece elogiato il concetto di reciprocità che porta avanti l’iniziativa: “La Svizzera vuole fare la prima della classe e applica in maniera puntuale le leggi, ma i paesi circostanti sono eufemisticamente più flessibili. Il ticinese ha sì la possibilità di lavorare in Italia, ma lo sfido a farlo. Ci sono ostacoli enormi dal punto di vista burocratico. Il pregio dell’iniziativa è che fa discutere sul problema principale del Cantone: l’occupazione".
Pur approvando le intenzioni dell’iniziativa, ossia proteggere il mercato del lavoro, i rappresentati di PLR e PPD privilegiano il modello federalista che sta portando avanti il ministro Christian Vitta a Berna, la cosiddetta clausola di salvaguardia o modello bottom-up.
“L’UDC fa bene a portare avanti l'iniziativa "Prima i nostri", ma è mal strutturata e fa promesse che non può mantenere" ha affermato Alex Farinelli. "La clausola ticinese invece è un modello federalista e può quindi essere applicato in modo diverso per ogni Cantone. Attualmente siamo al tavolo che conta, a Berna. Dobbiamo tirarci insieme e dimostrare che siamo compatti dietro al progetto".
A fargli eco Maurizio Agustoni (PPD), che, oltre a sottolineare l'importanza della preferenza indigenza e il concetto di reciprocità, ha evidenziato un terzo aspetto: le misure accompagnatorie. “La libera circolazione continuerà ad esserci ed è importante avere delle misure accompagnatorie che permettano di tamponare gli effetti negativi della concorrenza. È un aspetto che è un po' carente nell'iniziativa democentrista”.
Più emblematica la posizione dei Verdi sull’iniziativa democentrista. Gianni Righinetti ha fatto notare che la rappresentante dei Verdi in Commissione difende l’iniziativa, mentre la coordinatrice del partito Michela Delcò Petralli accoglie sì il principio, ma ha sollevato diverse perplessità dal punto di vista giuridico. “L’iniziativa tocca ambiti che sono di competenza federale e contempla obiettivi sociali, non diritti sociali. In ogni caso ne discuteremo in Comitato, poi decideremo”. Per Delcò Petralli rimangono comune indispensabili dei salari minimi per proteggere il mercato del lavoro. "È quello che punta la nostra iniziativa "Salviamo il lavoro in Ticino", sulla quale pende ancora una sentenza del TF".
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