
“Quanto accade in questi anni sul versante premi LaMal ci lascia sconcertati”. Ha cominciato così la direttrice del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Patrizia Pesenti alla conferenza stampa indetta per l'aumento dei premi delle casse malattie nel 2010. Aumento che in Ticino è stato fissato al 4.6%, nel resto della Svizzera - in media - vi è stato un aumento dell'8.7%, il maggiore degli ultimi 7 anni. "Oggi i premi delle casse malati aumentano senza nessuna correlazione con la crescita dei costi", ha detto ancora la consigliera di Stato. Poi è andata oltre: “Siamo sempre stati ignorati da Berna che ha regolarmente acconsentito alle pretese degli assicuratori”. La ministra socialista non ha però voluto tenere in sospeso - così ha detto - i giornalisti. Ed è passata alle cifre. Una su tutte. “In Ticino l'aumento dei costi riferiti alla LaMal (per l'anno di riferimetno 2008) ha registrato un -0.05”. In altre parole i costi sono diminuiti. Ma ci sono alcuni dettagli. Eccoli: la stangata maggiore avviene nella fascia dei giovani dai 19 ai 25 anni, quasi il 10% in Ticino “Stangata – ha precisato Pesenti – ignorata nel dato ufficiale fornito da Berna, che parlando di un aumento medio dell'8.7% si dimentica di computare l'aumento per i giovani”. E ancora. Il risparmio ottenibile con franchigie più elevate viene ridotto. Infine, vi sono importanti variazioni fra le casse malati in Ticino, dove si passa da un aumento dell'1.7% (dell'Helsana) all'8.6% (di Visana). Pesenti ha poi sottolineato l'aspetto “più grave” degli aumenti dei premi in Ticino: l'entità delle riserve. Il Ticino – assieme ad altri cinque cantoni - ha pagato infatti negli anni passati premi più alti di quelli che avrebbe dovuto, creando un'eccedenza di 136 milioni di franchi. “Perché? - si è chiesta Pesenti -. Perché le assicurazioni hanno accumulato riserve con i premi degli assicurati ticinesi per mantenere le riserve e premi più bassi in altri cantoni”. Insomma, per la consigliera di Stato non vi è nessuna ragione che il Ticino continui a finanziare trasversalmente altri cantoni". La parola è poi passata a Carlo Marazza, direttore dell'Istituto delle assicurazione sociali, che ha dichiarato: “Parlare di premi è sempre più un tormentone. Chissà fino a quando reggerà ancora il sistema?”. “Noi dobbiamo parlare ai ticinesi dell'aumento dei premi malattia. Ed è arduo – spiega dal canto suo Bruno Cereghetti, capo dell'Ufficio assicurazione malattia -. Come spiegare che dovranno pagare il 4.6% in più non per finanziare gli aumenti dei costi, ma per consentire il mantenimento del tasso di riserve sul piano nazionale di quei cantoni che non sono riusciti a coprire i costi effettivi interni?”. È una punizione ingiustificata, termina Cereghetti. Insomma, il 2010 si profila un anno nero per il capo dell'Ufficio assicurazione malattia. “Nel 2012 dovrebbe esserci una diminuzione dei premi, ma non so se capiterà”, ha detto infine Patrizia Pesenti. Aggiungendo: “E questa era una nota negativa”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

