
«Non c'è nulla da festeggiare». Così Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici del Canton Ticino, commenta a caldo l'aumento dei premi annunciato oggi da Berna. Si tratta di un aumento contenuto del 3,7%, ma i ticinesi sono quelli pagano di più a livello svizzero.
«Negli ultimi cinque anni siamo cresciuti di oltre il 40%»
Denti invita a guardare oltre il dato il prossimo anno e soprattutto alla tendenza degli ultimi anni. «Se riflettiamo sull’aumento dei premi che abbiamo avuto in Ticino negli ultimi cinque anni, ci accorgiamo che il Canton Ticino ha avuto un aumento di oltre il 40%, contro una media svizzera del 28%». Negli ultimi quattro anni, aggiunge, l’incremento è stato di circa l’8% all’anno. «Continuiamo ad avere, da sempre purtroppo, un 20-25% di premio di costo in più». Un divario che, a suo avviso, affonda le radici nella nascita stessa della LAMal e che non è mai stato corretto.
Il ruolo della pianificazione ospedaliera
Sul fronte dei possibili risparmi, la leva principale indicata da Denti è la pianificazione ospedaliera, considerata lo strumento con il maggiore impatto sulla riduzione dei volumi e quindi dei costi. Secondo Denti il Cantone ha introdotto alcune misure di contenimento che potrebbero aver prodotto dei risparmi, come per esempio la moratoria relativa agli infermieri professionisti e agli Spitex. «Sicuramente questo probabilmente è già un risparmio verificabile», afferma. Per le altre misure, invece, «i risultati sono ancora da venire».
Più critica la posizione sulla moratoria sugli studi medici: «Sicuramente non l’abbiamo condivisa». Per valutarne gli effetti, però, «oggi è troppo presto». Denti sottolinea inoltre una contraddizione: «Da una parte richiamiamo sempre la penuria dei medici, dall’altra blocchiamo gli studi».
Sguardo al 2028
Infine, lo sguardo va al 2028, quando dovrebbe entrare in vigore la riforma EFAS. Il Cantone dovrà farsi carico del 30% della spesa oggi a carico degli assicurati. «Questo sicuramente cambierà i premi per i cittadini», conclude Denti.

