
L’Ufficio federale della sanità pubblica ha reso noti i premi dell’assicurazione malattia per il 2026. Per il Ticino si profila un nuovo balzo del 7,1% in media, ben oltre il rincaro nazionale stimato al 4,4%. Un ulteriore incremento che viene deplorato dal Consiglio di Stato ticinese visto i "tre anni di rincari marcati". L'ultimo, l'ennesimo, rappresenta "un ulteriore aggravio per la popolazione, in un contesto di difficoltà anche per le finanze cantonali", sottolinea il Governo in una nota odierna.
Un sistema giunto ai suoi limiti
Secondo il Governo, la decisione dell’UFSP di rivedere al rialzo le stime degli assicuratori malattia in Ticino, a seguito delle esigenze di recupero degli anni precedenti, "evidenzia i limiti del sistema". "Dall’UFSP e dagli assicuratori malattia è lecito attendersi una maggiore vigilanza sui costi, affinché le stime possano essere confermate di anno in anno, senza necessità di ulteriormente alzare il valore dei premi per pareggiare i conti a posteriori", sottolinea il Governo.
Le azioni in Ticino
L’evoluzione della spesa in Ticino – dettata dalla densità dei fornitori di prestazione, dai volumi delle prestazioni effettuate e dalla struttura demografica – "richiama ogni attore del sistema alla propria responsabilità nel contenere i costi", sottolinea il Governo, ricordando che l’andamento degli ultimi cinque anni mostra che la spesa cresce in particolare nel settore ambulatoriale e in quello dei medicamenti. Sebbene i margini di intervento cantonali siano limitati, il Cantone ha già adottato moratorie per frenare l’offerta di alcune specializzazioni mediche e delle cure a domicilio, mentre sul fronte dei medicamenti ha promosso due iniziative per abbassare i prezzi.
La spesa per i sussidi Ripam
La crescita dei premi farà lievitare anche la spesa per i sussidi RIPAM, che nel 2026 raggiungeranno 453,5 milioni di franchi, circa 30 milioni in più rispetto ai dati di preconsuntivo 2024. Un impegno che, sottolinea il Consiglio di Stato, colloca il sistema di aiuti ticinese tra i più generosi della Svizzera, sostenendo circa un cittadino su tre.

