
"È un autotreno che è passato sulle nostre vite. A ogni scricchiolio che si sente in casa viene l’istinto di scappare. È una vita d’angoscia. Ho veramente paura per la mia famiglia e per i miei vicini. Non lo augurerei neppure al mio peggior nemico. Per un ticinese è una cosa davvero difficile da accettare". A parlare, al Giornale del Popolo, è uno degli abitanti di via San Gottardo a Pregassona. Uno degli evacuati di Via San Gottardo che a causa del pericolo frana ha dovuto passare due notti fuori casa ad inizio giugno. Parole decisamente pesanti. Ieri (per saperne di più clicca qui) il problema è finito sui banchi del Consiglio di Stato grazie ad un'interrogazione del deputato Paolo Sanvido (Lega). "Sembra che all’origine del pericoloso smottamento - sostiene Sanvido - ci sia un nuovo cantiere edile". E il suo atto parlamentare non è stato scritto invano. "Sono stato stamane per la prima volta sul posto. Ho visto la situazione. Le crepe nelle case", spiega il geologo cantonale Giorgio Valenti a Radio3i. "La situazione - assicura poi Valenti - è tenuta sotto stretto controllo da due geologi. Ci sono numerosi punti di misura. E non c'è da preoccuparsi. Chiaramente c'è però da vedere che tipo di intervento fare per bloccare questi movimenti. Nei prossimi giorni saranno fatti ulteriori controlli. Poi si potrà intervenire". “Il problema è legato alla zona del cantiere e non credo che possa estendersi. E’ una situazione un po’ sfortunata, che era difficile da prevedere”, conclude Valenti.Sembra insomma di capire che di certezze, fino alle prossime misurazioni, non ce ne sono. Ma che la collina non dovrebbe - si spera - franare su Pregassona.red
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