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Ticino
Preferenza indigena: "Il termine mi fa venire i brividi"
Preferenza indigena: "Il termine mi fa venire i brividi"
Preferenza indigena: "Il termine mi fa venire i brividi"
Redazione
10 anni fa
Luca Gaffuri, consigliere Pd, auspica maggiore collaborazione da parte ticinese dopo "Prima i nostri"

Si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi un incontro al di là del confine tra le organizzazioni sindacali italiane e svizzere, i rappresentanti dell’Associazione Comuni italiani di frontiera e l’Associazione frontalieri Ticino per discutere dell'iniziativa democentrista "Prima i nostri". 

“Abbiamo ancora una volta raccolto le preoccupazioni dei nostri lavoratori frontalieri, ma anche delle amministrazioni comunali delle province di confine e lo sforzo dei sindacati di ricucire lo strappo che si sta consumando tra Lombardia e Canton Ticino” racconta Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione, al termine dell’incontro.

L'obiettivo è ora quello di incontrare prossimamente i politici ticinesi per capire come affrontare la questione e instaurare dei rapporti "che siano davvero di buon vicinato" sottolinea Gaffuri. L'idea potrebbe essere quella di organizzare una conferenza, ossia un tavolo su cui si possa cominciare a lavorare assieme. Gaffuri ha poi ricordato che a gennaio si terrà un nuovo incontro di Eusalp, la macroregione alpina di cui fa parte sia l'Italia che la Svizzera. Inoltre, attraverso Regio Insubrica "abbiamo sempre collaborato in modo ottimale e stiamo anche per quest’anno programmando degli interventi comuni dentro l’Interreg”.

Ma tanta buona volontà, secondo il consigliere Pd, non trova riscontro da parte ticinese: “Quando leggo che i politici del Canton Ticino hanno istituito un gremio parlamentare, cioè una commissione, che avrà il compito di decidere come applicare il principio della preferenza indigena, già quest’ultima definizione mi fa venire i brividi, per il tipo di richiami a certi fatti della storia che ha. E se questo riguarda soprattutto l’ultima iniziativa di tipo referendario, il noto ‘Prima i nostri’, l’associazione dei frontalieri è stata chiara: il timore più grande è per il voto del febbraio 2014 contro l’immigrazione di massa e la reintroduzione dei contingenti. Ancora una volta non posso che invitare il Consiglio regionale e la Commissione speciale ad accelerare per avviare un tavolo su cui discutere costantemente delle questioni aperte”.

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