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Ticino
Predazioni in Ticino, cosa dice il Dna rinvenuto sulle carcasse
© Ticinonews - CS
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Andrea Scolari
3 anni fa
Sul proprio portale il Dipartimento del Territorio aggiorna costantemente i risultati delle analisi del DNA ritrovato sui capi trovati morti. Ecco cosa è emerso da agosto ad oggi.

“Per colpa di chi?” e “Attenti al lupo”, titolano due canzoni di -rispettivamente- Zucchero e Lucio Dalla. Brani che possiamo riprendere per parlare delle predazioni in Ticino, uno dei temi caldi del nostro Cantone. La presenza del lupo alle nostre latitudini fa discutere e spesso è tema di scontro tra il mondo agricolo e le associazioni ambientaliste. Ma di chi è la colpa delle predazioni in Ticino? Per cercare di rispondere a questa domanda arriva in aiuto il Dipartimento del Territorio, che sul proprio portale informa regolarmente sul tema, comunicando anche il riscontro delle analisi del Dna rinvenuto sulle carcasse. Ecco cosa è emerso da agosto dello scorso anno a gennaio 2024.

Riscontro Dna “Lupo”

Dalle analisi effettuate sugli animali ritrovati, il Dna del lupo è presente in 23 casi da agosto ad oggi. Questi riguardano la capra morta ritrovata il 21 novembre a Torricella, le due carcasse ritrovate il 20 novembre a Rivera, sulle tre di Isone registrate il 17 novembre, così come sulle cinque capre rinvenute il 12 novembre a Mezzovico e le altre cinque trovate il 6 dello stesso mese in Malcantone. Nel mese di settembre, invece, il Dna è attribuibile al lupo per quanto riguarda la pecora ritrovata ad Airolo il 25, e le altre tre rinvenute sempre nella località altoleventinese il 23. Stesso riscontro per la carcassa registrata il 17 settembre a Rivera, le sei rinvenute il 14 in Valcolla, quella scoperta il 9 a Mendrisio, le due del 6 settembre in Val di Blenio e quella trovata il 4 dello stesso mese in Capriasca. Stesso discorso per il vitello appena nato predato il 28 agosto in Valcolla, per le cinque capre morte il 21 agosto in Vallemaggia, le tre pecore rinvenute a Bosco Gurin tra l'8 e il 13 agosto, l'agnello ucciso a Corippo il 7 e le 9 pecore ritrovate a Blenio il 4 dello stesso mese. 

Per diverse di queste predazioni -sottolinea il Dipartimento del Territorio nelle sue note- gli animali non erano protetti adeguatamente oppure non erano proteggibili.

La presenza del branco grigionese

In cinque occasioni le predazioni sono state effettuate dal branco grigionese. Opera di questi animali le uccisioni registrate il tra il 18 e il 26 agosto a Blenio, 

Dai cani alle volpi

 Le altre predazioni registrate in Ticino negli ultimi sei mesi sono, sempre stando al riscontro del Dna pubblicato sul sito del Cantone, attribuibili a cani, volpi e anche ungulati, mentre in alcuni casi il risultato delle analisi "non è interpretabile". Nel dettaglio, sono cinque i casi in cui è stato riscontrato il Dna della volpe, in due quello di un ungulato, in tre i risultati "non sono interpretabili", mentre per quanto riguarda le recenti predazioni registrate il 4 gennaio a Novaggio, il 24 dicembre ad Acquarossa e il 21 a Faido, le autorità sono in attesa del riscontro delle analisi del Dna rinvenuto sulle carcasse.