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Ticino
Precedenti penali da segnalare
Redazione
17 anni fa
"Caso Barbieri": autocertificazione per gli stranieri che chiedono un permesso

Come faceva Antonio Barbieri, il 45enne che la notte del 19 agosto a Losone ha freddato con un colpo di pistola Ersan Ozkan e ferito il fratello Ayhan, ad essere in possesso di un permesso di dimora? La domanda, che in molti si erano posti, è stata l’oggetto di un’interrogazione al Governo del deputato leghista Lorenzo Quadri. A quasi un anno di distanza è giunta la risposta del Cantone. Una risposta che in sostanza afferma che, a causa degli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea, oggi non è possibile chiedere l’estratto del casellario giudiziario a chi richiede un permesso. In altre parole, se il cittadino europeo non viola le leggi in Svizzera, le autorità cantonali non possono chiedere d’ufficio l’estratto del casellario al paese di provenienza del richiedente. “In effetti il consiglio di Stato – si legge nella risposta – ha preso atto con preoccupazione del grave rischio che una situazione del genere può provocare: ovvero quello di rilasciare permessi di dimora e di lavoro a persone pregiudicate nei loro paesi d’origine”. Come nel caso di Antonio Barbieri, pluripregiudicato in Italia e libero grazie all’indulto. Tuttavia il Governo difende l’operato dell’Ufficio degli stranieri il quale ha rilasciato, secondo l’esecutivo, regolarmente secondo le regole vigenti il permesso al killer di Losone. Ciò nonostante, proprio sulla scorta del caso Barbieri, il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di introdurre l’autocertificazione obbligatoria, che ogni cittadino europeo deve compilare, nel quale il richiedente deve specificare se è stato oggetto di condanne o se sono pendenti procedure penali. Certo, l’autocertificazione da sola non basta, ammette il Governo, ma potrebbe comunque limitare il rischio di altri casi come quello di Barbieri. Ma il Governo ammette anche che ha fatto tesoro dell’esperienza negativa riguardante l’omicida di Losone. Ed è per questo che il Consiglio di Stato intende favorire i controlli facendo capo in primo luogo alla polizia e alle guardie di confine. Inoltre, scrive si legge sempre nella risposta all’interrogazione, il Cantone intende monitorare con più efficacia e incisività l’insieme della popolazione straniera residente in Ticino. In conclusione il Cantone afferma di avere le mani legate per via degli accordi bilaterali, che le risorse in campo sono quelle che sono e che, nel caso di Barbieri, l’autore del omicidio di Losone avrebbe potuto agire con lo stesso epilogo indipendentemente dall’ottenimento o meno di un permesso. [email protected]

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