
Anche al Centro diurno "Ai Gelsi" di Riva San Vitale è stata festeggiata, lo scorso 25 aprile, la Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista.
Per l'occasione il responsabile del centro regionale ha organizzato un pranzo, a base di gnocchi tricolori.
Fin qui tutto bene. Ma c'è un particolare che ha creato non poca indignazione in paese.
Gli gnocchi tricolori, infatti, sono stati offerti unicamente a chi poteva esibire un passaporto italiano. Tutti gli altri, svizzeri ma anche turchi o slavi o di qualsivoglia altra nazionalità, hanno dovuto mettere mano al portafogli per gustarsi il pranzo.
Della vicenda si è interessato il Mattinonline, amplificando a livello cantonale il malcontento emerso in paese. E ieri pomeriggio il Municipio di Riva San Vitale ha deciso di convocare per dei chiarimenti il coordinatore del centro diurno, che per inciso è finanziato unicamente con fondi pubblici.
Ebbene, cosa è sortito da questo incontro? "Nulla, tutto è finito a tarallucci e vino" ci spiega oggi il municipale Sergio Bedulli, visibilmente contrariato per la decisione dell'Esecutivo di cui è membro. "Io mi sarei aspettato almeno un ammonimento, invece la maggioranza municipale ha deciso come punizione unicamente di posticipare la nomina del funzionario in questione."
Il responsabile del centro diurno ha riconosciuto l'errore commesso. Ma questo non basta a Bedulli. "C'è gente che per molto meno è stata denunciata per violazione della legge sul razzismo" afferma il municipale leghista. "A mio avviso il funzionario avrebbe dovuto essere punito. Offrire il pranzo solo alle persone di una determinata nazionalità è un gesto discriminatorio, oltre che una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini, non solo gli svizzeri."
AS
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