
Non solo i temi in votazione il prossimo 7 marzo e gli appuntamenti in vista del rinnovo dei poteri cantonali ma soprattutto le riforme fiscali proposte dal Dfe sono al centro del Comitato cantonale del PPD che si sta svolgendo questa sera a Rivera.L’amnistia fiscale cantonale e la riduzione delle aliquote per i redditi più alti – ha ribadito nella sua relazione presidenziale Giovanni Jelmini – sono senz’altro proposte interessanti. Misure che dovrebbero garantire l’iniezione di nuovi capitali nell’economia ma che hanno una possibilità di successo unicamente se affiancate da misure che interessano tutta o gran parte della popolazione. Insomma, tiene a precisare il presidente pippidino, le proposte devono essere contenute in un pacchetto di misure equilibrato e sostenibile, che consideri gli interessi e i problemi di tutta la popolazione ticinese e non solo di una fascia ristretta. Motivo per cui, stando a Jelmini, il CdS ha fatto bene a sospendere per il momento la riforma sugli sgravi per i redditi più elevati. Il problema però resta. Ed occorrerà trovare una soluzione per evitare la partenza dal Ticino dei contribuenti più facoltosi. Infine, il presidente del PPD ha commentato le affermazioni - citiamo “poco cordiali” - del nuovo presidente PLR Walter Gianora che in occasione del suo congresso d’entrata aveva detto: “Il PPD si manifesta come partito conservatore, pauroso delle novità, con spaccature e tensioni interne. Ambisce con ardore a rimproverare noi, ma dovrebbe invece essere preoccupato per sé, per le sue spaccature che ne disturbano la lucidità e spesso lo rendono un partito poco affidabile, malgrado i nostri sforzi di coinvolgimento, soprattutto nell’azione legislativa. Quando sapranno almeno loro cosa vogliono, se ne potrà parlare. Per ora siamo comprensivi.” Questa la replica di Jelmini: “Noi, caro Walter, evidentemente ringraziamo per questa vostra comprensione che ricambiamo molto cordialmente. Perdoniamo volentieri anche questa tua caduta di stile, suggerita verosimilmente da qualche colonnello del tuo partito. (…) Vi chiediamo semplicemente di scendere da quel piedistallo che per anni vi ha tenuto lontani dalla gente di questo Paese. In questo modo risulterete più simpatici e, chissà, forse anche più rispettosi delle altre realtà politiche”. E.O.
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