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Ticino
PPD: "Le imposte non si toccano"
Redazione
18 anni fa
I PPD chiedono inoltre che il Governo riveda il Piano finanziario alla luce dei dati di consuntivo 2007

Le imposte non si toccano. E il Governo riveda il Piano finanziario alla luce dei dati di consuntivo 2007. L'Ufficio presidenziale del PPD Ticino batte i pugni sul tavolo a pochi giorni dalle elezioni comunali. E lo fa anche per cercare di confermare il trend positivo che sta vivendo dall’autunno scorso, consolidando e, dove possibile, rafforzando la sua presenza e il suo impegno a favore dei Comuni. "Come già affermato in precedenza - ci dice deciso il presidente PPD Giovanni Jelmini - riteniamo che in questo momento non c'è spazio né per sgravi fiscali, né per aumenti di imposta. Pertanto le imposte non si toccano".La dirigenza PPD conferma la propria posizione contraria all’iniziativa della Lega in votazione il prossimo 1° di giugno, che, se accolta, arrischia di compromettere seriamente anche le finanze di molti Comuni che si trovano già in difficoltà. Il PPD, come detto, conferma però anche la propria posizione contraria a un aumento delle imposte preventivato dal Governo nel Piano finanziario. E in questo ambito, soprattutto alla luce dei risultati del consuntivo 2007 (31 milioni di disavanzo e non 170 come preventivato), il PPD chiede al Consiglio di Stato di voler riesaminare le premesse del Piano finanziario, assicurando di voler limitare ad un contenimento delle uscite le misure intese al risanamento delle finanze.Per questi motivi il Gruppo PPD in Gran Consiglio presenta anche un atto parlamentare, mediante il quale si chiede al Consiglio di Stato, sulla base dei risultati del consuntivo 2007, di voler abbandonare l’idea di aumentare le imposte. Un segnale da parte del Governo in questo senso potrebbe contribuire a respingere l’iniziativa sugli sgravi fiscali della Lega. Verrebbero infatti a cadere eventuali appoggi significativi da parte degli ambienti economici, preoccupati per le conseguenze sulla competitività delle aziende conseguenti a un eventuale aumento delle imposte. Il PPD conferma pure di non ritenere opportuna la sua presenza ufficiale in un comitato interpartitico contro l’iniziativa della Lega, dal momento che le posizioni degli altri partiti, e in particolare del PS e del PLRT, non collimano con quelle del PPD sull’ipotesi di un aumento delle entrate. Il rischio è infatti quello di opporre una linea debole e poco credibile all’iniziativa della LEGA, lasciando ritenere che dopo la sua caduta si potrebbe procedere a un aumento delle imposte. L’Ufficio presidenziale del PPD comunica infine la propria posizione contraria all'articolo costituzionale «Per qualità ed economicità nell'assicurazione malattie». Il PPD reputa di centrale importanza la libera scelta del medico da parte del paziente.

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