
Grande curiostià all’Espocentro di Bellinzona per il primo discorso di Fiorenzo Dadò dopo la sua elezione a Presidente del PPD, un momento molto atteso che porta un aria di cambiamento e di nuovo slancio all’intero partito.
Il neo-Presidente ha richiamato nella capitale un folto numero di sostenitori del partito.
Dopo il momento della Ratifica del nuovo Presidente cantonale, ha preso parola proprio Fiorenzo Dadò. Nel suo discorso ha parlato di cambiamento. Un primo chiaro segnale è la nomina di Marco Passalia e Giorgio Fonio alla vicepresidenza del partito. L’Ufficio presidenziale sarà composto da Paolo Beltraminelli, Linda Müller, Maurizio Agustoni, Claudio Franscella e Nicolò Parente. È stato inoltre indicato che l’Ufficio presidenziale verrà completato nei prossimi mesi.
Qui di seguito riportiamo le parti principali del discorso tenuto da Fiorenzo Dadò al numeroso pubblico accorso per l’occasione:
“È con profonda emozione, e con un sentimento di gratitudine che vi ringrazio per l’enorme attestazione di stima che mi avete dimostrato nominandomi vostro presidente. È per me, per la mia famiglia e per la mia Valle un onore assumere oggi questo importante compito al vostro servizio e al servizio del Paese. Lo assumo con orgoglio ma soprattutto con umiltà, consapevole dei miei limiti e della difficile realtà” ha esordito Dadò.
“Come saprete, oggi, con l’entrata in carica del Presidente, il Gruppo Operativo che avevate nominato un anno e mezzo fa, cesserà la sua importante e apprezzata attività. È grazie a questo gruppo di persone, che hanno dedicato il proprio tempo libero senza nessun interesse personale, se oggi siamo arrivati sin qui e possiamo ripartire con questo slancio ritrovato. Ma c’è una persona che vorrei ringraziare in modo particolare per quello che ha fatto e che continua ad aiutarci a fare: Filippo Lombardi” ha dichiarato il neo-Presidente.
Fiorenzo Dadò ha in seguito fatto riferimento a valori come la solidarietà, la libertà, l’equità, l’onestà e la giustizia, principi che stanno scemando con l’imbarbarimento della nostra società ma che vano assolutamente rafforzati.
Dadò ha poi parlato di restauro e di risanamento: “il nostro partito va coraggiosamente restaurato attraverso operazioni di restyling concrete. Ciò deve avvenire secondo delle chiare priorità e impellenti necessità, con una squadra affamata e motivata, che avrà bisogno l’appoggio, la collaborazione, la generosità e la fiducia di tutti voi. In sintesi e per priorità la nuova dirigenza dovrà approfondire e poi affrontare i seguenti temi: la riorganizzazione del segretariato, il risanamento ed il consolidamento finanziario del partito, il rinnovamento della comunicazione (sia nei mezzi che nei metodi), l’immagine generale del partito, il ritorno alla popolarità".
“Inoltre noi dobbiamo tornare tra la gente, batterci per la comunità e con la nostra gente. La politica va affrontata anche fuori dagli uffici, nelle strade dove vive e lavora la comunità. Il nostro partito, se vuole tornare ad essere amato e accattivante, deve farsi voce popolare. Per essere chiari, quando è necessario per difendere questi valori cardine che ho elencato prima, noi dobbiamo avere il coraggio di chiamare la popolazione a raccolta attraverso petizioni, iniziative e nel caso anche referendum” ha continuato Dadò.
Il discorso in seguito si è spostato sulla formazione dell’Ufficio presidenziale: “La squadra che mi affiancherà in questa nuova avvincente avventura dovrà essere motivata, disposta ai cambiamenti e coraggiosa, convinta delle potenzialità che abbiamo. Per ora ho rinunciato a comporre l’Ufficio presidenziale per intero, lasciando liberi diversi posti che verranno occupati nei prossimi mesi, secondo le necessità ed i bisogni del partito. L’Ufficio presidenziale oltre al sottoscritto e a Paolo Beltraminelli per il momento sarà composto dai seguenti amici in qualità di membri: Linda Müller, Maurizio Agustoni, Claudio Franscella e Nicolò Parente. Ad affiancarmi direttamente al vertice, in qualità di vice presidenti, ho pertanto chiamato due giovani che si sono distinti per competenza, serietà, sensibilità, coraggio e motivazione: Marco Passalia e Giorgio Fonio”.
In conclusione Fiorenzo Dadò ha voluto ringraziare la propria famiglia “per avermi permesso di essere quello che sono, con le mie virtù e i miei numerosi difetti”.
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