
Ad un anno dalle elezioni cantonali è già l’ora del gossip. E non è nemmeno così presto. Per chi se lo fosse dimenticato, ai tempi delle cantonali 2015, Rocco Cattaneo presentò ufficialmente la lista nel giugno dell’anno precedente. Quindi, calendario alla mano, non è fuori di testa immaginare che i partiti abbiano iniziato a posizionare le pedine sullo scacchiere. Sia come sia a Bellinzona si vocifera che il PPD abbia già messo in piedi una commissione cerca. Non ufficiale per carità. Diciamo ufficiosa. Insomma, qualcuno che porrà paletti ben precisi.
Tanto per cominciare Paolo Beltraminelli. Nonostante tutti i guai del DSS lui non sembra voler fare un passo indietro. E a meno che non dovesse cambiare idea, nessuno lo costringerà. I popolari democratici sanno bene che, con i tempi che corrono, non è così saggio fare una guerra al consigliere di stato uscente. Anche il presidente Fiorenzo Dadò si dice sarà della partita. Altri nomi che circolano sono quelli del sindaco di Riviera Raffaele de Rosa e della presidente delle donne PPD Sara Imelli. Pare invece non sarà della partita nessuno dei big in quel di Berna. Filippo Lombardi, tanto per cominciare, potrebbe invece sollecitare una nuova deroga per altri 4 anni agli Stati.
Anche perché, partito lui, dire che il seggio popolare democratico alla camera alta è tutto fuorché certo, è quasi un eufemismo. Fabio Regazzi dopo la corsa 2015 difficilmente si ripresenterà. Anche perché già all’epoca l’impressione era che lo facesse più per far piacere al partito che per ambizione personale. Marco Romano, dal canto suo, vuole la poltrona che a Mendrisio fu di Carlo Croci. Resterebbe quindi da trovare il classico “asso nella manica”, quello che potrebbe dare ad un partito che elezione dopo elezione non fa che perdere consensi e punti percentuali, quella spinta in più. Ci lasceremo sorprendere. Del resto adesso è il tempo del gossip. A quello delle certezze però, non manca poi molto.
CR
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