
Riunito ieri a Losone il Comitato cantonale dell'UDC ha discusso della possibilità di offrire un "sostegno condizionato" al referendum dei cantoni sulla legge di applicazione dell'iniziativa "stop all'immigrazione di massa" (vedi articolo suggerito).
In un comunicato diramato oggi l'UDC ribadisce "il mancato rispetto della volontà popolare scaturita dalle urne il 9 febbraio 2014" e la partecipazione del PPD svizzero "al sabotaggio dell’applicazione letterale della legge d’applicazione astenendosi in votazione finale".
"Se l’UDC avesse potuto contare sul sostegno del PPD svizzero la legge d’applicazione che il PPD Ticino intende attaccare in referendum non avrebbe mai visto la luce", rimarcano i democentristi chiedendo al PPD una "prova di buona fede e il ravvedimento al fine di ottenere il sostegno alla richiesta di un referendum promosso dai Cantoni.
L’UDC Ticino sosterrà dunque la richiesta del PPD Ticino una volta ottenute due garanzie fondamentali. Per prima cosa, il PPD Ticino per voce del suo presidente Fiorenzo Dadò "dovrà assicurare che i rappresentanti del PPD Ticino a Berna, Filippo Lombardi, Marco Romano e Fabio Regazzi, abbiano cambiato idea e sono oggi disposti a unanimemente sostenere l’applicazione letterale della volontà popolare. In particolare l’introduzione di contingenti, tetti massimi e, evidentemente, della preferenza indigena".
Inoltre, il capogruppo alle Camere federali Filippo Lombardi "dovrà impegnarsi ad ottenere il sostegno unanime dei rappresentanti PPD alle Camere federali e a informare l’opinione pubblica del riscontro ottenuto in seno al partito entro la data di trattazione del tema nel Gran Consiglio del Canton Ticino".
"Senza queste premesse il gruppo in Gran Consiglio, su richiesta del Comitato cantonale, non potrà sostenere il referendum cantonale promosso dal PPD Ticino", conclude il comunicato dell'UDC. "Non vi sarebbe ovviamente alcun senso nell’intraprendere un percorso volto a modificare la legge d’applicazione senza che coloro che si sono astenuti facendo sì che il testo venisse approvato nella forma che non rispetta il volere d’iniziativa, non dichiarassero preventivamente la loro volontà di modificare il loro voto in Parlamento e di sostenere il testo di legge proposto dall’UDC".
"Spiace nuovamente ribadire che chi oggi intende permettere al popolo di nuovamente esprimersi sul tema, facendosi paladino della volontà popolare, abbia deciso di astenersi “coraggiosamente”, per usare le parole del PPD stesso, al momento che i Ticinesi ne avevano più bisogno".
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