
Il Ppd perde seggi a Mendrisio e Locarno e la dirigenza del partito è nel mirino della critica. Fiorenzo Dadò, presidente del partito, è intervenuto alla trasmissione per le Comunali di Teleticino e ha fatto un’analisi con i dati dei municipi. “Il risultato del Ppd dipende da chi lo guarda e da chi lo vuole guardare. Se guardiamo il risultato in termini di seggi soprattutto Mendrisio e a Locarno non è sicuramente confortante”, ha commentato. “A Mendrisio il Ppd ha perso molto e le ragioni sono da ricercare all’interno della comunità, mentre a Locarno il partito ha fatto qualche scheda di più e per 20 schede non abbiamo il secondo municipale. Sono situazioni risicate che non soddisfano”, ammette Dadò.
Insomma, per il presidente “il Ppd è un partito che funziona sostanzialmente bene nelle periferie e meno nei centri. Salvo a Lugano dove ci davano per morti ma ha guadagnato l’1,2% con l’elezione di Filippo Lombardi”. Un risultato forse inatteso ma sicuro è che da subito è stata messa in discussione la dirigenza del partito. “Le elezioni comunali sono dinamiche all’interno delle persone. Dove c’è la gente popolare si riesce ad avere risultati, ma queste sono situazioni che vanno affrontate all’interno delle sezioni. A livello cantonale, nonostante gli attacchi, siamo riusciti a tenere duro ma la situazione non mi sembra così catastrofica”.
Il presidente, in ogni caso, non esclude nessuna mossa futura. Nemmeno quella dell’alleanza con altre forze politiche. “Un discorso di alleanza va fatto e in futuro si imporranno delle congiunzioni ma per farle bisogna preparare la base. Quella che si sta vedendo anche oggi in Gran Consiglio non è una dinamica che favorisce questo tipo di alleanze e bisogna mettere in piedi una strategia comune”, ha concluso.
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