
È il giorno della verità per il Partito popolare democratico (PPD), che dopo quasi 600 giorni di coordinamento provvisorio eleggerà questa sera a Sant'Antonino il suo nuovo presidente cantonale.
In lizza ci sono Filippo Lombardi, Fiorenzo Dadò, Nadia Ghisolfi, Giovanni Berardi e Franco Ghezzi, con i primi due che sembrano essere favoriti rispetto agli altri sfidanti. Ma la partita è ancora quantomai aperta.
Il Comitato cantonale, i cui lavori sono gestiti dal consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, è iniziato oggi alle 19.45 presso la Sala multiuso di Sant'Antonino. È possibile seguirlo anche in diretta Facebook sulla pagina di Teleticino (facebook.com/teleticino/).
Presente in sala anche l'ex consigliere federale Flavio Cotti. A inizio serata Beltraminelli ha ringraziato Filippo Lombardi per l'impegno fin qui profuso per il partito e tutti i candidati per la loro disponibilità.
I discorsi dei candidati
Dopo che le procedure di voto sono state illustrate (ci vuole la maggioranza assoluta, come per le elezioni del Consiglio federale), la parola è passata ai candidati per un ultimo discorso. Giovanni Berardi ha paragonato i quattro sfidanti a un veicolo a motore. Lombardi è stato definito "un usato garantito", Nadia Ghisolfi "una spaziosa monovolume", Franco Ghezzi "una vettura nuova fiammante con la guida a destra (una destra sociale)" e Fiorenzo Dadò "un 4x4 della politica, potente e dalla guida stabile". Berardi si è invece definito "un trattore vecchio modello, ma trainante".
Il capogruppo in Gran consiglio Fiorenzo Dadò ha evidenziato le difficoltà del partito emerse negli ultimi anni. "Chiediamoci se in Ticino c'è un progetto per il futuro. Dobbiamo fare tutto il possibile per riportare le nostre idee e i nostri valori al centro della politica cantonale. È ora di rialzare la testa, ma servono persone competenti e dinamiche".
Per Franco Ghezzi la parola chiave è 'rinnovamento', che si può ottnere solo con "un gioco di squadra". Per Nadia Ghisolfi il nuovo presidente "deve riuscire a convincere l'elettorato dell'importanza del PPD, che deve fare politica per il popolo e non per pochi eletti".
La parola è infine passata a Lombardi: "È servita un pizzico di follia per assumere il ruolo di presidente ad interim". La strada da seguire è quella "di fare squadra", con un presidente "in grado di integrare gli elementi giovani e ricostruire il partito". "Sì, certo che ho voglia di farlo - ha ribadito - Siamo qui perchè la base ha voluto un'elezione".
"Porto esperienza ed equilibrio, per ilpartito e la nostra gente", ha concluso Lombardi.
Dopo i diescorsi si è infine passati alla votazione. Servono 125 preferenze per diventare presidente.
Aggiornamento - primo turno
Al primo turno Dadò sfiora la maggioranza assoluta con 119 voti. Eliminato dalla corsa Franco Ghezzi (17 voti). Lombardi ha conquistato 51 preferenze, Berardi 34 e Ghisolfi 22.
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