
In oltre 7 anni di indagini e il passaggio di mano a 5 differenti magistrati dell'incarto, la Procura ticinese non è riuscita a inviduare i responsabili dell'inquinamento del pozzo Polenta. E ora lo Stato dovrà indennizzare coloro che erano stati ritenuti i principali indagati per l'infiltrazione di idrocarburi che nel luglio del 2008 aveva messo fuori uso la fonte di captazione dell'acqua potabile di Morbio Inferiore.
I titolari della Centonze hanno infatti inoltrato a fine gennaio, alla scadenza del termine per la presentazione di nuove istanze probatorie, una richiesta di indenizzo alla procuratrice pubblica Francesca Lanz. Una fattura che, riporta il Corriere del Ticino, si aggira attorno a svariate decine di migliaia di franchi.
Gli ex indiziati affermano di aver dovuto sostenere spese non indifferenti per preparare la loro difesa e aver subito un danno economico e d'immagine di non poco conto.
All'epoca gli inquirenti avevano ipotizzato che nella falda freatica fossero penetrati dai 3000 ai 7000 litri di idrocarburi, fuoriusciti dalla stazione di servizio annessa al Centro Breggia di Balenra. Da qui l'accusa nei confronti della Centonze dei reati di inquinamento delle acque potabili e infrazione alla legge federale sulla protezione delle acque.
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