
Una spesa imprevista di 2'500 franchi è impossibile da sostenere per uno svizzero su cinque. È la fotografia della povertà in Svizzera data dall’Ufficio federale di statistica, che ieri ha pubblicato i risultati di un’indagine sulla situazione di deprivazione materiale e sociale all’interno della Confederazione. I dati sono relativi al 2021, ma mostrano come oggigiorno la povertà non riguarda solo l’arrivare a fine mese, ma anche il far fronte a spese improvvise. Una situazione a livello nazionale che trova riscontro anche localmente. “Possiamo dire che il trend è quello", ha detto a Ticinonews Françoise Gehring, capodicastero Politiche sociali e di genere della Città di Mendrisio. "Anche noi nei primi quattro mesi dell'anno abbiamo avuto, rispetto al 2022, venti richieste all'aiuto in più, da 55 a 75. È una cifra importante. Sono persone che possono essere sole, famiglie monoparentali o con figli che non riescono a far fronte a una spesa urgente o imprevista", ha spiegato la municipale.
"Ci sono persone disperate"
La situazione descritta per Mendrisio non cambia se si allarga l'obiettivo al territorio cantonale. "Prima della pandemia erano circa quattrocento all'anno i casi di estrema povertà e di aiuti d'emergenza erogati, nel 2022 sono arrivati quasi a quota novecento. Quest'anno, se la tendenza dovesse confermarsi, arriveremo a mille casi", ha spiegato a Ticinonews Roberto Agosta, membro del Comitato di Soccorso d'Inverno. "Non si parla di spese extra come l'acquisto di mobili o soldi per andare in vacanza, la maggior parte delle richieste arrivano da persone disperate che rischiano lo sfratto dal proprio appartamento. Senza il nostro intervento ci sono persone che potrebbero finire sulla strada", ha continuato Agosta. "Altri aiuti riguardano invece spese mediche arretrate e premi della cassa malati che non riescono più a pagare".
Chi sono queste persone
"Per la maggior parte si tratta di persone che hanno perso il lavoro, oppure che si sono viste ridurre la percentuale. Ci sono anche quelle che si trovano in un periodo transitorio in attesa di un intervento dei servizi sociali, di una rendita invalidità o dell'assistenza", ha detto Agosta. Ma non solo, perché "ci sono anche i giovani adulti, i genitori che non riescono a coprire le spese dei figli", ha aggiunto il membro del Comitato di Soccorso d'Inverno.

