
Siamo poveri. I più poveri di tutta la Svizzera. A puntare i riflettori sul nostro cantone è il romando Le Courrier. Il quotidiano, citando dati dell’Ufficio federale di statistica, sottolinea come, a livello svizzero, nel 2023 il 14,6% della popolazione fosse a rischio povertà. Un dato praticamente dimezzato in Svizzera tedesca: il 7,5% Ebbene, in Ticino la percentuale è desolante: il 23,3%. Stiamo parlando di quasi una persona su 4. I motivi citati nell’articolo non sorprendono; salari bassi, la vicinanza dell’Italia e della sua manodopera meno costosa, il carovita, i premi di cassa malati più onerosi del paese.
Una situazione nota
Anche Fra Martino Dotta, intervistato dai colleghi romandi, conferma il trend: da inizio anno, ha dichiarato, le domande di sostegno sono notevolmente aumentate. Ci si potrebbe sorprendere della sorpresa d’oltralpe visto che, alle nostre latitudini, con questo genere di notizie facciamo i conti da anni. Forse, però, una finestra aperta sulla situazione ticinese può essere un vantaggio. Ticinonews ne ha parlato con due consiglierei nazionali ai lati opposti del ring politico. La verde Greta Gysin e il democentrista Paolo Pamini.
Le ricette
Entrambi concordano sul fatto che è positivo che il resto della Svizzera si accorga della delicata situazione ticinese, ma che spetta alla nostra politica trovare soluzioni. Secondo Gysin, a medio termine è importante evitare attacchi al sistema sociale e ai sussidi di cassa malati. A medio termine, invece, occorre ripensare alla qualità delle aziende che vogliamo ospitare sul nostro territorio. Per Pamini, invece, la soluzione immediata è il via libera all'iniziativa democentrista «No ad una Svizzera da dieci milioni di abitanti», mentre il Consiglio di Stato dovrà chinarsi sui costi della sanità.

