
Sul nostro territorio ci sono diverse realtà che quotidianamente affrontano un tema che ancora oggi è considerato un tabù: la povertà. Gran parte di queste associazioni oggi ha risposto “presente” all’invito di Soccorso d’inverno Ticino di partecipare a una giornata di discussione sulla tematica.
Le cifre
Le ultime cifre ufficiali relative al Ticino sono datate 2021, quando il 23,3% della popolazione viveva in un’economia domestica con reddito disponibile uguale o inferiore alla soglia del rischio di povertà. A livello svizzero, a rischio povertà era il 14,6 % della popolazione. Nel frattempo la situazione, a detta delle associazioni presenti quest’oggi, è peggiorata. "In prepandemia erogavamo circa 300mila franchi di aiuti”, racconta Paola Eicher-Pellegrini, direttrice di Soccorso d’inverno. “Da allora la salita è stata esponenziale: ora la nostra associazione ha erogato un milione di franchi a persone che ne hanno fatto richiesta. L'anno scorso in Ticino sono state aiutate 1'457 persone. Sono veramente tante".
Migliorare i tempi di attesa
Oggi si è comunque più consapevoli della povertà in Ticino. Ne è convinto Christian Marazzi, economista, che nel 1986 è stato fra gli autori del primo studio ticinese sul tema. "Quello che mi ha colpito rispetto ai primi studi sulla povertà, è che stiamo parlando di una povertà crescente nell'universo degli anziani”, evidenzia Marazzi. “Un'altra categoria che è emersa durante gli ultimi anni è quella degli indipendenti". Che fare dunque di fronte a un fenomeno crescente? Secondo Eicher-Pellegrini in Ticino ci sono già tanti aiuti, ma i tempi d’attesa possono mettere ulteriormente in difficoltà persone bisognose. “Spesso i tempi sono troppo lunghi. È importante reagire anche a livello politico in questa direzione”.

