
"Sarà un risultato tirato, lo abbiamo sempre detto. Ma vinceremo."
Ueli Maurer ne è convinto. Il popolo svizzero, al momento piuttosto scettico, riuscirà a capire la bontà dell'acquisto degli aerei da combattimento Gripen in queste poche settimane che ci separano dal voto del 18 maggio.
I sondaggi, in effetti, mostrano una maggioranza di contrari. "Ma se riusciamo a portare alle urne tutti coloro che sono a favore, vinciamo" ha dichiarato Maurer in una lunga intervista pubblicata oggi sul Corriere del Ticino. "A mio avviso c'è una maggioranza silente che è per l'Esercito e dunque per i nuovi aerei".
Anche perché, ha ricordato Maurer, di alternative ai Gripen non ce ne sono. E di collaborare con le aviazioni di altri paesi non entra nemmeno in discussione. "La neutralità non ci permette che aerei di altri Paesi volino nel nostro spazio aereo e svolgano per noi la polizia aerea. Sarebbe come avere poliziotti stranieri a terra: potremmo abolire la polizia ticinese e importare i carabinieri dall'Italia. Sarebbe inimmaginabile. Lo stesso vale per l'aria."
Maurer è tornato pure sull'episodio della sua sfuriata in diretta televisiva. A suo dire, la discussione che ne è sorta in seguito è stata positiva. "Questa storia ha rilanciato il tema, ha anche polarizzato, è chiaro. Ma è comunque sempre positivo che si parli di un dossier."
Il consigliere federale resta comunque convinto che quel reportage fosse di parte. "Si tratta chiaramente di un'argomentazione di sinistra, ciò che a mio avviso non va bene per una televisione di servizio pubblico. Poi, è chiaro, chi lavora in un media deve avere sempre nuove storie, e nuove storie le si ottiene se si ha qualcosa contro i Gripen. Qualcosa a favore non fa notizia."
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