
"E' stato terribile. Ma non voglio commentare l'esatta dinamica dell'incidente. Ci penserà l'inchiesta. Comunque potevamo morire tutti e 22. Il destino ha deciso di uccidere solo Steve. E' una cosa inspiegabile" E' con queste parole che Remo Buob, uno dei compagni di viaggio di Steve Lee, racconta stamane sulle colonne del Blick il terribile momento che è costato la vita al rocker ticinese. Lo scorso 5 di ottobre, nei pressi di Mesquite nel Nevada. "È assurdo - racconta ancora Buob - la strada non era ancora bagnata. Ci siamo fermati sulla corsia di emergenza a causa di una moto che aveva un problema. Poi ha iniziato a piovere. E allora deciso di indossare la tuta contro la pioggia. Eravamo tutti sulla corsia d'emergenza. Improvvisamente il camion ci è piombato addosso. Viaggiava a circa 120 chilometri all'ora. Cosa ci facesse il camion sulla nostra corsia è inspiegabile. Ha colliso alcune moto, centrando in pieno quella di Steve". A quel punto il conducente, il 27enne dell'Illinois Edwin Zuk, è sceso dal camion ed è corso verso le moto travolte. Tutti si sono riuniti attorno a Steve. E per 45 minuti in cui si è fatto di tutto per rianimarlo. Inutilmente. "Non si è più mosso - racconta ancora Buob - e non sanguinava. Secondo me Steve è morto sul posto. E ad un certo punto, dopo circa 45 minuti, è arrivato l'elicottero e lo ha portato via". "Steve - racconta infine Buob - non ha sofferto. Durante il viaggio era la persona più felice e rilassata. Questo era il viaggio che sognava da tempo. Brigitte era dietro di lui, sulla moto, e Steve cantava continuamente, lungo tutta la traversata...".
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