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Ticino
Posteggi di Monte Carasso, interpellanza MPS
Federico Marino
5 anni fa
Il divieto di parcheggio nella zona del ponte tibetano continua a creare disagi. Il movimento per il socialismo, in seguito alla testimonianza di un residente ha depositato un’interpellanza

Dura contestazione da parte di un pensionato. Sulla strada collinare di Monte Carasso continua a creare disagi la decisione del comune di Bellinzona di eliminare i parcheggi in fondo a via El Runchetign in seguito all’attivazione del servizio di bus navetta. Hansjörg Oppliger si è rivolto al Blick per esprimere il suo punto di vista su una situazione che lui afferma “aver distrutto la sua felicità”. L’ex ingegnere si dice obbligato a parcheggiare la macchina ad un chilometro di distanza da casa propria, sul fondovalle. Il residente è stato costretto ad adeguarsi dopo aver ricevuto 3 multe nel giro di 7 giorni. Ma il 79enne non sarebbe l’unico ad essere scontento: diversi residenti o proprietari di case di vacanza hanno allo stesso modo espresso il loro disappunto per la penuria di posti auto. Dal canto suo, l’Ente autonomo Carasc (Eac), che gestisce il ponte tibetano, ha affermato di non aver inoltrato alcuna richiesta in questo senso. Il bus navetta sarebbe sempre comunque circolato senza problemi. La decisione di non tollerare più come in passato la prassi di parcheggiare le automobili dove non è permesso sarebbe stata presa in modo autonomo dalla municipalità di Bellinzona.

L’interpellanza
Il Movimento per il socialismo ha contestualmente presentato un’interpellanza al Municipio di Bellinzona. Di seguito i punti sollevati dai firmatari Matteo Pronzini, Angelica Lepori, Giuseppe Sergi:

1. corrisponde al vero che sono stati soppressi i parcheggi alla fine della strada El Runchetign, rispettivamente si è modifica la vecchia prassi di tollerare per anni le auto nelle aree di sosta?
2. Se sì, chi ha preso questa decisione?
3. Da quanto riferisce l’ex-sindaco del già comune di Monte Carasso Ivan Guidotti, tale richiesta non è giunta dall’ente autonomo Carasc e parrebbe di capire che “tecnicamente” non sarebbe neppure necessaria (per il transito del bus). Il Municipio, prima di modificare la prassi ha contattato l’ente autonomo Carasc? Se sì, quale è stata la sua posizione? Se no, per quale motivo non è stato contattato?
4. I proprietari confinanti con la strada sono stati preventivamente informati?
5. Per quale ragione non si è cercato di trovare una soluzione che permettesse di considerare anche gli interessi dei proprietari confinanti nel rispetto delle disposizioni di legge, ad esempio istituendo alcuni parcheggi a loro destinati?
6. Come spiega il fatto che a uno dei proprietari confinanti l’autorità comunale avrebbe concesso un permesso di sosta per un parcheggio “non ufficiale”?

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