
Posti di lavoro a rischio. Tagli salariali. Nuova trasformazione di uffici postali in agenzie annesse ai negozi di paese. La nuova visione globale della Posta Svizzera farà discutere, anzi fa già discutere e le contestazioni non mancano. Nel novembre del 2007 prese avvio Ymago, il progetto di ristrutturazione della Posta Svizzera, che scatenò feroci opposizioni. Questa nuova riorganizzazione del gigante giallo, che entro giovedì avrà informato delle sue intenzioni tutti i suoi dipendenti, ci è confermata pure dal sindacato della comunicazione. Sindacato che oggi ha distribuito al personale del settore Rete postale e vendita un volantino che invita a respingere con forza e determinazione quello che vien definito l’ennesimo attacco messo in atto contro il personale.Le misure toccheranno tutta la Svizzera, Ticino compreso. Ecco le principali conseguenze di Ymago 2 come è stata chiamata dal sindacato della comunicazione la nuova riorganizzazione: ancora presto per parlare di tagli sicuri del personale, benché non si esclude una diminuzione dei posti di lavoro. 7'000 tra collaboratori e collaboratrici del front-office, cioè di coloro che sono allo sportello, sarebbero minacciati da tagli salariali. Tagli anche per chi lavora nei piccoli uffici. Sono oltre 400 in Svizzera. Non solo. La Posta nell’arco dei prossimi 3 anni avrebbe l’intenzione di esaminare oltre 500 uffici postali in modo da valutare la possibilità di trasformali in agenzie, servizio a domicilio oppure anche di chiuderli. Il sindacato della comunicazione come detto si è già preparato alla contestazione. Il 14 febbraio a Berna è fissata l’assemblea del personale a cui parteciperanno anche i ticinesi ci dice Angelo Zanetti. ”In quell’occasione si deciderà se negoziare oppure se sarà battaglia.” aggiunge Zanetti. “In questo particolare momento di crisi economica, un’azienda pubblica come La Posta Svizzera deve assumersi la responsabilità” – si legge sul volantino del sindacato – “non solo di mantenere dei posti di lavoro con delle buone condizioni di impiego, ma anche di garantire un vero servizio pubblico alla popolazione. Impediamo quindi che manager senza scrupoli, che evidentemente non hanno imparato nulla da questa crisi, continuino la loro folle corsa verso la ricerca del massimo profitto”. [email protected]
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