
La nuova "visione globale" della Posta Svizzera fa già discutere. Abbiamo intervistato Angelo Zanetti del sindacato della comunicazione ed il portavoce della Posta Christian Crivelli. Ebbene le loro versioni sono assai contrastanti.Zanetti: tagli alle buste paga di 400-500 franchiLe buste paga degli oltre 7’000 dipendenti che lavorano al “front-office”, gli sportelli della rete postale e vendita svizzera, rischiano di restringersi. Di quanto?“Se guardiamo - ci dice Angelo Zanetti del sindacato della comunicazione - la media delle varie decurtazioni che sono già avvenute, per esempio con il progetto Rema, i tagli possono andare anche fino ai 400-500 franchi al mese in meno”.
La direzione della Posta sta informando in queste ore i propri colla¬boratori e conta di chiudere il cerchio entro domani. In Ticino le comunicazioni a che punto sono?“Seguono questo calendario. Entro domani tutto il personale sarà informato”.
E a quel punto cosa succederà?“Noi abbiamo un’assemblea sindacale il 14 di febbraio nella quale dovremo decidere se entrare nel merito oppure se respingere questo pacco estremamente caro e pesante”. Si rischia un momento di grande tensione…“Si, c’è tensione e preoccupazione. Ma mi permetto di sottolineare che le si respira soprattutto in Ticino dove l’attenzione verso questi temi è sempre stata alta. Speriamo che questa tensione aumenti anche nel resto della Svizzera”.
La Posta l’ha chiamata “visione globale”. Il progetto si concentra però, in particolare, sui tagli: ai salari e al numero degli uffici. Entro tre anni la Posta esaminerà più di 500 unità del “front-office” a livello nazionale per considerare la possibilità di trasformarle in agenzie, servizio a domicilio o semplicemente di chiuderle. Facciamo qualche numero: quanti uffici rischiano di chiudere in Ticino? Si parla di una novantina di chiusure e di un Ticino con soli 12 “front-office”. Numeri verosimili?“Si. E’ verosimile credere che la Posta possa pensare ad un Ticino con 12 sportelli. Il sindacato della comunicazione l’ha detto già quando è uscito Ymago, il cui disegno era questo: 270 uffici principali in Svizzera di cui 12 in Ticino. Io sono abbastanza certo che, tra qualche anno, questo sarà lo scenario. Il resto saranno agenzie, magazzini e negozi. Ma spero che si arrivi a fermarlo, questo scenario”
La figura del “vecchio” e rassicurante buralista rischia di diventare un ricordo?“E’ già un ricordo, purtroppo. Questo modo di operare, il radicamento importante al paese, oggi non c’è più. E non per colpa del buralista, ma dell’azienda”.
A questo punto una mobilitazione generale è vicina?“Me lo auguro”.La replica della Posta: "Cifre che lasciano perplessi" I numeri di Angelo Zanetti sono andati di traverso al portavoce della Posta Christian Crivelli. "Abbiamo appreso quanto sostenuto dal segretario del sindacato della comunicazione - ci dice Crivelli - con grande perplessità. Finora la Posta ha unicamente comunicato le proprie intenzioni al personale, dicendo in modo chiaro di volersi incontrare con i partner sociali per discuterne. Zanetti tira già le conclusioni delle trattative. E lo fa quando non sono ancora iniziate. In questo modo Zanetti non fa altro che creare inutile e allarmismo tra il personale”. E’ giusto parlare di possibili riduzioni di salario di 400-500 franchi? "No. Queste cifre non sono verosimili. Non ne abbiamo ancora discusso. Inutile dunque parlare di tagli salariali". Ed in quanto ad un Ticino con 12 uffici postali? “E' lo stesso discorso: allo stato attuale abbiamo più di 2400 uffici in Svizzera e nei prossimi
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