
Non potendo negare l’innegabile, la difesa della donna accusata con il marito di aver abusato per oltre un decennio dei figli, ha puntato sulla redenzione della donna, chiedendo che venga ammessa l’attenuante del sincero pentimento. “Non si perdonerà mai”, ha detto l’avvocata Sandra Xavier, “la presa di coscienza e il pentimento sono arrivati troppo tardi, ma sono arrivati”.
La difesa ha poi sottolineato come la debolezza della donna sia dovuta all’essere cresciuta in una realtà famigliare che non le ha trasmesso l’affetto e il senso di protezione dovuto. “Si è annullata per il marito perché prima di lui mai nessuno si era preso cura di lei”.
Per dare prova del sincero pentimento, l’avvocata ha sottolineato che, nonostante i quasi tre anni passati alla Farera (carcere preventivo con un ferreo regime di isolamento), “non si è mai lamentata della sua carcerazione, perché sa di meritarsela”.
“Lei non è una vittima, ma come le vittime anche lei faceva tutto ciò che le veniva chiesto dal marito. Vergognosamente non si è opposta perché non voleva farlo, per non deluderlo e per non perderlo”, ha detto la difesa. “In quei momenti era come se i figli non esistessero, perché per lei esistevano solo lui, lei e loro due”.
Per la sua correità negli oltre 130 episodi di abuso, quindi, Sandra Xavier ha chiesto che la 45enne sia condannata a una pena non superiore ai sei anni di detenzione.
L’avvocato Maurizio Pagliuca, difensore del marito, ha invece cercato di ridurre il numero di atti imputabili e quando possibile di alleggerirne la qualifica giuridica. In particolare ha contestato che vi siano mai stati rapporti completi tra l’uomo e la figlia.
Infine, particolarmente curiosa è stata la richiesta di un’attenuante da parte della difesa per una particolarità dell’uomo. “È maniacalmente dedito al lavoro”, ha spiegato Pagliuca, la pena in un carcere dove non si lavora molto sarà per lui più pesante che per un uomo medio. Per questo la pena massima richiesta è stata di 6 anni e 6 mesi.
A fine dibattimento hanno preso parola gli imputati. “Ho tolto loro la serenità, l’individualità e il rispetto che meritavano come bambini e come persone, non me lo potrò mai perdonare” ha sottolineato la madre. Dal canto suo il marito ha ribadito di essere d'accordo con il suo avvocato: "In più posso solo chiedere scusa per il male che è stato fatto. È una cicatrice che ci porteremo dietro per l’eternità”.
La sentenza è attesa in serata.
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