
La deputata Tamara Merlo non si arrende e dopo il niet del Gran Consiglio si è rivolta al Tribunale federale per chiedere il riconteggio delle schede relative alla votazione dello scorso 12 febbraio sulla protezione giuridica degli animali. Tra il ‘No’ e il ‘Sì’, ricordiamo, vi erano solo 35 schede di scarto ma il Parlamento non aveva rilevato l’esistenza di indizi concreti di irregolarità.
Merlo, come riferito oggi dal Corriere del Ticino, si è così rivolta ai giudici di Mon Repos, sostenendo che “i seri indizi di irregolarità vanno calibrati all’entità dello scarto: tanto più piccolo sarà questo scarto, meno severe dovranno essere le esigenze relative agli indizi di irregolarità”. La deputata ha inoltre ricordato che sul sito web del Cantone erano stati annunciati, dei risultati leggermente diversi rispetto a quelli successivamente pubblicati sul Foglio ufficiale.
A suo tempo la promotrice dell'iniziativa, Sabrina Aldi aveva invece annunciato di non voler chiedere un riconteggio. Ticinonews.ch l’ha raggiunta per un commento.
Sorpresa dalla decisione della collega deputata?“Posso capire le motivazioni di Tamara Merlo, che ne fa una questione di trasparenza. Potenzialmente, con uno scarto così basso un errore può esserci stato”.
Lei però non avrebbe ricorso fino al Tribunale federale?“No, già al momento dei risultati della votazione avevo deciso di non spingermi oltre”.
Da avvocato ritiene che possano esserci delle possibilità di vittoria?“Premetto che non ho ancora letto le motivazioni del suo ricorso. Ho guardato la giurisprudenza e qualche possibilità sembra esserci. Ma non avendo il ricorso sottomano non posso dirlo con certezza”.
A febbraio aveva annunciato che sarebbe ‘tornata alla carica’. La battaglia in favore dei diritti degli animali continuerà tra i banchi del Gran Consiglio?“Io continuerò ad occuparmi di tutela degli animali. Proporrò qualcosa, ma non sarà un’iniziativa costituzionale”.
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