
La polizia cantonale ticinese monitora anche le piattaforme digitali per prevenire eventuali manifestazioni organizzate rapidamente, con la partecipazione di persone provenienti dal territorio o da fuori Cantone. Lo spiega Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI), alla luce delle segnalazioni social che invocano azioni di protesta questo sabato nella città di Como. Il direttore delle DI sottolinea la necessità di essere pronti a intervenire in caso di necessità. L’obiettivo è garantire un equilibrio tra il diritto di manifestare e la sicurezza pubblica. «La libertà di manifestazione è tutelata dalla Costituzione federale e anche cantonale, quindi è una libertà fondamentale», afferma Gobbi. «Però questo non deve mettere in pericolo la popolazione, le nostre città e le attività commerciali».
Giovani e integrazione
Commentando le proteste in Francia e Italia, Gobbi richiama l’attenzione sulla partecipazione di molti minorenni, nati nei Paesi in cui si verificano le manifestazioni. Un fenomeno che, a suo avviso, solleva interrogativi sulla coesione sociale e sull’integrazione, oltre che sul rispetto delle regole della convivenza civile. Interpellato sulle rivendicazioni legate alla scuola, al carovita e alle spese militari, il direttore del DI si concentra sulla realtà ticinese. «La politica cantonale degli ultimi anni ha puntato su non lasciare indietro nessuno». Da un lato, sottolinea Gobbi, il Cantone sostiene la «coesione sociale attraverso aiuti finanziari alle famiglie, in particolare i sussidi per i premi di cassa malati». Dall’altro, punta a mantenere il Ticino competitivo dal punto di vista fiscale e a garantire un elevato livello di sicurezza, considerato un «elemento distintivo rispetto ai vicini».
«Non credo ci siano le premesse per grandi tumulti»
Gobbi non ritiene che in Ticino ci siano, al momento, le premesse per disordini di grande portata. «Siamo anche una realtà piccola, e questo può essere un elemento di contenimento», osserva. Tuttavia, ricorda che in passato si sono verificati assembramenti con la partecipazione di persone provenienti da fuori Cantone. Per questo, conclude, la polizia mantiene alta l’attenzione, puntando sulla prevenzione e sulla capacità di intervenire tempestivamente.

