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Ticino
"Possiamo ancora fidarci di Roberta Pantani?"
"Possiamo ancora fidarci di Roberta Pantani?"
"Possiamo ancora fidarci di Roberta Pantani?"
Redazione
8 anni fa
I Giovani PPD si rallegrano delle scuse sul 'caso-chierichetti' e criticano l'agenda politica della Lega al Nazionale

La consigliera nazionale e vicesindaco leghista di Chiasso Roberta Pantani ha affidato a Facebook la sua risposta alle critiche per la "polemica dei chierichetti" sorta negli scorsi giorni, specificando di non essere razzista e di aver versato un contributo all’associazione Mani per l’infanzia che si occupa di progetti di sviluppo in Etiopia (vedi articoli suggeriti). Le scuse della municipale non hanno però soddisfatto appieno i Giovani PPD.

La sezione giovanile "si rallegra che la signora Pantani si sia degnata di scusarsi, dopo aver superficialmente pregiudicato due bimbi, lasciando intendere che questi ultimi non fossero degni di tale funzione, affermando che ai suoi tempi 'la funzione di chierichetto era una funzione ambita, a cui si accedeva per meriti e per esperienza maturata sul campo'", tuttavia vi sarebebro ancora due punti aperti.

"Innanzitutto,  possiamo ancora fare affidamento su una Consigliera nazionale che si esprime in termini al limite della legalità?", è il primo interrogativo lasciato aperto dalla sezione giovanile. "I giovani PPD, "così come la sezione PPD di Chiasso e il Municipio stesso di Chiasso", non appoggiano "questo modo di fare politica e, in caso di recidiva, saranno pronti a intervenire nuovamente". Infine, "sarebbe opportuno che la Signora della Lega approfittasse di questo errore per un esame di coscienza".

"In secondo luogo, bisogna anche porsi la domanda della validità della politica che la Lega dei Ticinesi porta avanti in Consiglio nazionale - rincarano i Giovani PPD - Infatti, Lorenzo Quadri ha inoltrato al Consiglio federale la domanda per la soppressione della Commissione federale contro il razzismo, in quanto quest’ultima 'mira a far credere che in Svizzera esista un problema di Razzismo'. Non si capisce, dunque, come mai da un lato c’è chi afferma che in Svizzera non esistano fenomeni di discriminazione razziale, mentre dall’altro la compagna di banco di Quadri si impegna a dimostrare il contrario".

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