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Ticino
Posata la prima pietra della Centrale cantonale di allarme
Posata la prima pietra della Centrale cantonale di allarme
Posata la prima pietra della Centrale cantonale di allarme
Redazione
10 anni fa
Presenti questo pomeriggio a Bellinzona i consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta

Nel primo pomeriggio si è svolta a Bellinzona la cerimonia di posa della prima pietra dello stabile che ospiterà in futuro la Centrale cantonale di allarme (CECAL). Una cassa con un vecchio fucile mitragliatore e una vecchia autoradio sono stati depositati nell’area di cantiere, per simboleggiare il legame fra il passato e il futuro del comparto dell’ex Arsenale militare e la nuova centrale operativa.

Alla cerimonia hanno partecipato i Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Christian Vitta, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il Direttore del Segretariato dellaFederazione cantonale ticinese dei corpi pompieri Francesco Guerini e i rappresentanti del Corpo delle Guardie di confine Stephan Lanz e Fabio Giussani.

La Centrale cantonale di allarme (CECAL) troverà posto nell’area dell’ex Arsenale militare – accanto alla sede del comando della Polizia cantonale – e permetterà di migliorare lagestione delle urgenze che giungono ai numeri di telefono d’emergenza della Polizia (117) e dei pompieri (118). La nuova struttura, che sarà ultimata entro la fine del 2017 e chepotrà quindi essere operativa nel corso del 2018, favorirà inoltre la collaborazione tra la Polizia cantonale e le Guardie di confine, anch’esse ospiti del nuovo stabile insieme alsegretariato della Federazione cantonale ticinese dei corpi pompieri. Sempre in quest’ottica, in parallelo alla costruzione dello stabile, la Polizia è stata dotata di un sistema integrato di condotta condiviso con i partner, per favorire l’operatività tra gli attori della sicurezza che operano quotidianamente sul territorio del nostro Cantone. Inoltre,grazie al nuovo programma informatico migliorerà anche il lavoro e la collaborazione con le Polizie comunali.

Queste misure permetteranno di coordinare al meglio l’operato degli enti di primo intervento sul territorio, a favore della sicurezza della popolazione ticinese. Sicurezza cherimane il presupposto necessario per garantire un’adeguata qualità di vita ai cittadini. 

I costi di investimento del progetto ammontano a 15'905'000 milioni di franchi. A questo totale vanno aggiunti i costi delle infrastrutture informatiche e telematiche per un totale di 1'964’000 milioni. Si arriva dunque ad un investimento totale complessivo di 17'869'000 milioni.

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