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Monteceneri
Posa della nuova condotta dell’acqua potabile, il Municipio fa chiarezza
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Secondo l’Esecutivo, il documento informativo distribuito dai referendisti in vista della votazione di domenica contiene diverse inesattezze.

Il prossimo 18 giugno i cittadini del comune di Monteceneri sono chiamati alle urne per votare sul referendum lanciato contro la decisione del Consiglio comunale con la quale è stata approvata la posa di una nuova condotta dell'acqua potabile sul sedime della strada cantonale nel quartiere di Rivera. Un progetto che costa 2'005'000 franchi. Negli scorsi giorni, i promotori del referendum hanno recapitato nelle abitazioni del comune un volantino, a seguito del quale l'Esecutivo si vede costretto a prendere posizione per permettere alla popolazione di esprimere il proprio voto sulla base di "dati oggettivi e provati". A detta del Municipio, il flyer contiene infatti "goffe" e "bizzarre" teorie. "La mancanza di correttezza da parte dei promotori del referendum, che praticano disinformazione con argomentazioni non veritiere, non è eticamente difendibile", si legge nella posizione del Municipio, e “impone una risposta”, in particolare a favore di quei cittadini che non hanno potuto partecipare alla serata informativa lo scorso 24 maggio, in cui il Municipio “ha espresso la sua posizione a favore del progetto, alla presenza anche di specialisti”.

Il piano generale dell'acquedotto

Il piano generale dell'acquedotto (PGA), spiega il Municipio, "è uno strumento di pianificazione interna al Comune che, contrariamente a quanto affermano i referendisti, non deve essere approvato da alcuna autorità". Essendo opere previste dal documento di esclusiva valenza comunale, queste "non possono beneficiare di sussidi, né oggi né mai". Le priorità d'intervento sull'acquedotto non dipendono solamente dal PGA, ma anche dalla possibilità di sinergie con altri interventi necessari. Il Municipio parla ad esempio del rifacimento delle pavimentazioni stradali e delle esigenze inerenti alle sottostrutture (canalizzazione, rete elettrica, rete del gas,...). Questa pratica, precisa, "permette di contenere i costi e i disagi" a vantaggio del cittadino contribuente.

Una rete fuori norma

I calcoli effettuati nell'ambito dell'allestimento del PGA hanno evidenziato che l'attuale rete è fuori norma e non adeguata alle normative definite dalla società svizzera dell'industria del gas e delle acque (SSIGA). "L'attuale rete, con diametro di 10 cm, nella parte interessata dal progetto è sottodimensionata", viene precisato.

Il progetto

Il progetto riguarda la posa di 900 metri di nuove condotte, che vanno in parte a sostituire quelle esistenti (340m). "La tratta proposta, come è logico che sia, è la via più diretta per collegare la rete a sud del quartiere di Rivera con quella a nord. Realizzare un altro tracciato, rinunciando all'esecuzione dei lavori in contemporanea con quelli per la sistemazione delle canalizzazioni e di rifacimento del manto stradale da parte dell'Autorità cantonale, oltre ad essere più oneroso nel futuro (maggior onere tra il 20 e 25%, senza considerare gli aumenti di prezzo) “creerebbe altresì maggiori disagi alla popolazione, dovendo avviare un ulteriore cantiere a seguire per la posa della condotta”.

Gli scopi

La posa della nuova condotta garantirà l’erogazione di acqua potabile a tutti gli utenti in contemporanea all’eventuale prelievo da parte dei pompieri in caso di incendio, inoltre, “migliorerà la circolazione dell’acqua con anelli che evitano la formazione di depositi, una delle principali cause dell’acqua ferruginosa che giunge nelle abitazioni”.

Le conclusioni

Secondo l’Esecutivo, la teoria secondo cui se si realizza la tratta in questione si dovranno poi aumentare le tasse a carico dell’utenza “è goffa”, in quanto gli investimenti sono annualmente ammortizzati e ciò consente di finanziare quelli nuovi. Di conseguenza, “non vi è esigenza di intervenire sui tributi prelevati”. Ma ancora più disarmante, per il Municipio, “è affermare, non si comprende sulla base di quali studi e priorità, che ci sono lavori più urgenti”. La rete necessita di numerose migliorie “e la soluzione non è sicuramente quella di respingere già il primo intervento promosso”.