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Ticino
"Portate capannoni e frontalieri, ma non soluzioni"
"Portate capannoni e frontalieri, ma non soluzioni"
"Portate capannoni e frontalieri, ma non soluzioni"
Redazione
10 anni fa
Scontro tra Claudio Zali e il mondo economico. Martinetti: "La tassa di collegamento colpirà i ticinesi, non i frontalieri"

Scontro aperto questa sera sulla tassa di collegamento tra il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali e il rappresentante dell’economia Glauco Martinetti. Intervenuti a Piazza del Corriere, moderata da Gianni Righinetti, non c’è stato verso di conciliare i due su un unico punto.

“Non sono il ministro delle finanze. L’obiettivo prioritario della tassa di collegamento è quello di diminuire il traffico sulle strade ticinesi e non di fare cassetta” ha ribadito Zali, che ha più volte lanciato stoccate alle associazioni economiche, ree di non aver mai portato vere e proprie soluzioni al problema del traffico. “Cerchiamo di portare una soluzione verso quel tipo di politica economica che ha portato solo capannoni e frontalieri, ma non si assume la responsabilità del traffico che genera". Il capo del DT ha inoltre ribadito la necessità di intervenire sui flussi e non sulle strutture. "Non possiamo costruire 9 corsie, ma dobbiamo intervenire sui flussi. La tassa vuole essere un disincentivo economico a un certo utilizzo dell’automobile. Già solo 1,5 persone per macchina al posto di 1 porterebbe a una diminuzione delle code. Miriamo a cambiare le abitudini delle persone e quindi migliorare la qualità di vita”.

„Non abbiamo creato solo capannoni, ma anche dato un contributo all’economia di questo Cantone” ha controbattuto il presidente della Camera di Commercio. “Colpire le auto ferme non mi sembra una tassa innovativa, ma anzi non fa nessuna distinzione tra chi percorre 500 metri o deve fare 47 km per andare al lavoro. Siamo già uno dei Cantoni più "sfigati" della Svizzera perché tra i più tassati. Il Cantone dovrebbe essere in grado di finanziare il trasporto pubblico visto che è di sua competenza”.

Martinetti ha inoltre più volte sottolineato che la tassa verrà pagata per 2/3 dai ticinesi: “Tra i 194 grandi generatori di traffico non ci sono frontalieri. Se si deciderà di far pagare la tassa, questa colpirà direttamente i ticinesi che vanno quotidianamente a lavorare”. Di opinione contraria il ministro: “Se la tassa non dovesse entrare in vigore, tutti e solo i ticinesi dovranno pagare il finanziamento del trasporto pubblico. La tassa sarà invece pagata anche dai frontalieri. Da questo punto di vista è una tassa innovativa”.

Dal canto suo il presidente dell'UDC Piero Marchesi ha sottolineato l'importanza di incentivare il trasporto pubblico ("Non tutti i ticinesi si possono permettere di spostarsi con i mezzi pubblici, lasciando a casa l'auto"), ma che le risorse per il suo finanziamento sono da trovare altrove. "È indubbio che c’è l’esigenza di potenziare il trasporto pubblico, ma non dobbiamo partire dal presupposto che per ogni esigenza ci vuole una tassa. Le risorse ci sono all’interno del Cantone, ma ci vuole una sana revisione dei compiti dello Stato“.

L'altro ospite del dibattito, il socialista Henrik Bang, ha invece sottolineato l'importanza di votare sì alla tassa, in quanto potrebbe dare sollievo a piccoli imprenditori che ogni giorno devono percorrere lunghi chilometri per svolgere il loro lavoro, ma che a causa delle ore bloccati in colonna, perdono in competitività. 

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