
È soprattutto la sinistra, ad essere stata criticata, ieri a Bellinzona durante la presentazione ufficiale del neonato Partito operaio popolare (POP), creato da due ex membri del Partito comunista, i sindacalisti Gianluca Bianchi e Leonardo Schmid.
I due fondatori del POP hanno severamente attaccato la passività di tutti gli attuali movimenti di sinistra nelle lotte a favore dei meno abbienti, proponendosi come vera voce degli operai.
Attacchi, quelli del POP, che comprensibilmente non sono stati graditi dalle altre forze di sinistra.
E così il Partico comunista, quello diretto dal segretario Massimiliano Ay, ha deciso di rispondere alle insinuazioni di Bianchi e Schmid, tramite una nota firmata da tali "Bad Boys & Girls della sinistra della Svizzera italiana".
I "Bad Boys e Girls" esordiscono con una citazione di Karl Marx: "Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per cosí dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa."
E il Partito comunista aggiunge: "...figuratevi la terza, la quarta e la quinta! Non ne avete almeno di nuovi?"
"Naturalmente non ci è sfuggita la notizia della settimana" scrive il Partito comunista, "ovvero la nascita del cosiddetto Partito Operaio Popolare (POP), sigla sottratta al vero POP, quello che è storicamente attivo nella Svizzera Romanda. I media – che tanto ci amano – si sono ovviamente fregati le mani, affrettandosi nel spiegare quanto è ridicola tutta la sinistra radicale nel dividersi continuamente in faide di qualsiasi tipo, pur di non ottenere mai nulla."
"Beh, ci dispiace deluderli" proseguono i comunisti, "ma da parte nostra nessuna faida e nessuno squilibrio interno – come una rondine non fa primavera un solo avvoltoio non porta l'inverno - ma la solita voglia di lavorare, di riportare a sinistra tanti giovani e di cambiare questo paese, come facciamo ormai da anni con discreto successo: lo testimoniano le numerosissime attività che abbiamo svolto, gli studi che abbiamo sviluppato sui temi più disparati, la capacità aggregativa che tanti ci invidiano a sinistra – pur avendo loro una quantità di mezzi smisuratamente più grande di noi – e il frenetico lavoro propositivo che il parlamentare della coalizione PC/MpS – l'unità della Nuova Sinistra che siamo riusciti a realizzare - ha svolto in seno al Gran Consiglio."
"Sia chiaro: non siamo mai davvero soddisfatti del nostro operato, e vorremo riuscire a fare sempre di più e meglio, e siamo convinti che anno dopo anno ce la faremo, grazie soprattutto al vostro sostegno e alla vostra preziosa partecipazione" aggiungono. "Purtroppo abbiamo avuto modo di constatare in maniera piuttosto palese che la nostra presenza e le nostre attività non sono viste di buon occhio (per usare un eufemismo). Soprattutto a sinistra!"
"Forse, data la nostra età, siamo stati un po' ingenui nel credere che l'area progressista fosse il luogo della collaborazione, dell'apertura e del rispetto per le idee altrui" scrive ancora il Partito comunista. "Facciamo ammenda, ma nonostante ciò non smetteremo di credere nell'unità della sinistra – non quella fine a se stessa del 2+2 = 2.5, ma quella costruita nel rispetto delle reciproche diversità, per degli obiettivi chiari condivisi, con le forze che si muovono da tempo nel paese reale (e non certo realtà improvvisate a ridosso delle elezioni) - perché la riteniamo assolutamente imprescindibile nell'ottica di fare dei concreti passi avanti a beneficio di questa martoriata regione della Svizzera, sempre più afflitta dai problemi più disparati."
"Tutto sommato" proseguono i comunisti, "la nostra colpa in questi anni è stata quella di esistere, e soprattutto di lavorare relativamente bene! Sembra assurdo, ma è così: di storie da raccontare in tal senso ne avremmo molte..."
"La colpa di non voler essere ridicoli, di aver voluto trasformare un partito che era giunto ad un passo dallo scioglimento, ridotto ad un lumicino, in cui non facevano altro che organizzare cene e bevute, trastullandosi nell'autoreferenzialità e nel più bieco folklore, radendo così al suolo la storia gloriosa del Partito del Lavoro e della cultura politica comunista" aggiungono.
"E, permetteteci la parentesi" scrive il Partito comunista. "Fa piuttosto ridere constatare che a formare il sovracitato POP si siano riciclati proprio i camaleontici personaggi di cui sopra, la cui parabola politica è ormai sempre più ambigua. I quali – sfortunati promotori di 3 o 4 movimenti negli ultimi 5 anni, sempre ristretti alla solita cerchia di «soci de la bìra», all'insegna della disperata ricerca di protagonismo politico – si sono pure permessi – bontà loro – di distribuire patenti di «incapacità» a tutta la sinistra. Delle classiche serie, «da che pülpit», «che tolla» e «se li conosci li eviti»."
"La colpa, dicevamo, di aver voluto trasfomare il Partito in che cosa?" affermano i comunisti. "In una vera organizzazione che macina politica, cultura e azione, con un suo progetto di società adatto ai nostri tempi, con l'obiettivo di riunire attorno ad esso strati sempre più ampi della popolazione. La colpa di essere davvero indipendenti. La colpa di avere una nostra opinione. La colpa, gravissima, di essere estranei a certe nomenklature e a certe famiglie (che anche a sinistra vogliono dettare rigidamente legge)! Ebbene, tutte queste colpe ce le assumiamo fieramente, dalla prima all'ultima."
Il Partito comunista conclude auspicando che "questa odiosa tendenza “partitocomunisticida” termini al più presto, e che qualcuno, della nostra esistenza, si faccia finalmente una ragione, in maniera tale che si possa cominciare – e sarebbe ora – a dar vita ad un ambiente costruttivo, plurale e capace di futuro per il bene di tutta la collettività! Non ci fermeremo! Non ci fermerete!"
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