
Lavoravano, vivevano e dormivano nel cantiere di uno stabile in ristrutturazione, a Lavena Ponte Tresa. Dove nessuna norma di sicurezza veniva rispettata e le condizioni erano più che precarie.È un vero e proprio dormitorio clandestino, quello gestito da una ditta ligure che stava ristrutturando uno stabile di proprietà di una coppia cinese e scovato dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri. Il blitz, come riporta Varesenews, ha permesso di trovare sette operai cinesi irregolari, che passavano 24 ore su 24 nel cantiere. I sospetti sono nati dal fatto che gli operai, una volta finito di lavorare, non uscivano dal cantiere ma stavano nell'area, sempre chiusa con i lucchetti. L'ispezione dei carabinieri ha permesso di accertare una serie di gravi violazioni per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli operai cinesi dormivano all'ultimo piano, in alcuni locali ancora in fase di ristrutturazione, senza finestre, con solo alcune coperte per scaldarsi. In un ambiente comprensibilmente non conforme ai requisiti minimi per le condizioni di salubrità e salute degli ambienti. Il cantiere è stato sequestrato ed il titolare, di nazionalità italiana, denunciato. Sono inoltre state denunciate altre cinque persone, tra cui alcuni tecnici, il datore di lavoro degli immigrati e il rappresentante della società appaltatrice.
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