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Ticino
Ponte Tresa: "La chiusura? Misura sproporzionata"
Ponte Tresa: "La chiusura? Misura sproporzionata"
Ponte Tresa: "La chiusura? Misura sproporzionata"
Redazione
10 anni fa
Il capogruppo di maggioranza della Provincia di Varese ha presentato una mozione a tutela dei frontalieri

"Con questa mozione intendiamo esprimere la vicinanza del consiglio provinciale ai nostri lavoratori frontalieri, agli amministratori locali e alle forze di polizia. Comprendiamo la necessità della Polizia ticinese di intervenire a tutela della sicurezza, ma vogliamo richiamare tutti a mettere in campo azioni che abbiano una giusta misura, per evitare che si ripercuotano sui lavoratori e che diventino occasione di strumentalizzazione da parte di vuole sabotare i buoni e storici rapporti di amicizia tra la Svizzera e l’Italia. Questo è il momento di costruire ponti". Con queste parole, il Consigliere provinciale e capogruppo di maggioranza Paolo Bertocchi (PD) ha presentato la mozione urgente relativa all’episodio dei valichi chiusi (vedi articoli suggeriti).

La politica italiana si è quindi ufficialmente attivata dopo che ieri erano rimbalzate voci e prese di posizione riguardanti richieste di chiarimenti e scuse formali da parte delle autorità elvetiche sull'operato della Polizia e delle Guardie di Confine.

"In Consiglio provinciale – conclude Bertocchi - chiederemo al Presidente Gunnar Vincenzi di trasmettere quanto deliberato al Ministero degli Esteri, al Ministero dell’Interno e a Regione Lombardia, affinché, ciascuno per la propria competenza, esercitino tutte le azioni necessarie per tutelare i nostri lavoratori e le amministrazioni di frontiera e continuino a operare per mantenere solidi e leali rapporti di cooperazione con la Confederazione Elvetica e il Canton Ticino".

In particolare, la mozione evidenzia come la chiusura del valico di Ponte Tresa "sia stato assunto senza avvisare né la Polizia di frontiera italiana, né la competente Prefettura, né le amministrazioni comunali di frontiera italiane".

Comprendendo "la necessità da parte delle autorità ticinesi di intervenire in risposta a quanto accaduto a Monteggio", i firmatari constatano "un’evidente sproporzione tra la motivazione addotta dalle autorità ticinesi e il disagio creato ai lavoratori frontalieri e alle autorità italiane chiamate a gestire l’emergenza dovuta alla sopracitata chiusura inaspettata dei valichi".

Il Consiglio provinciale esprime "solidarietà" ai lavoratori frontalieri "per i disagi subiti", alle amministrazioni comunali di frontiera e alle autorità italiane di polizia e "richiama le autorità ticinesi coinvolte nella decisione allo spirito di piena collaborazione e di cooperazione che deve rimanere il valore fondamentale sul quale costruire i rapporti tra le istituzioni italiane e svizzere".

In conclusione, i firmatari auspicano "che con il massimo senso di responsabilità tutte le decisioni che riguardino la sicurezza dei cittadini italiani e svizzeri tornino ad essere prese nei luoghi istituzionali e operativi di concertazione senza creare un danno alla libera circolazione dei lavoratori".

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